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La pillola contraccettiva compie 50 anni: quale bilancio in Italia e nel mondo? – Prima parte

La pillola contraccettiva compie 50 anni: quale bilancio in Italia e nel mondo? – Prima parte

30/05/2010

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Umberto Martinengo, Radio SBS (Melbourne, Australia)

Sintesi dell'intervista e punti chiave

Il 9 maggio scorso la pillola contraccettiva ha compiuto cinquant’anni. Al momento del lancio, si pensava che avrebbe offerto alle donne un controllo sulla sessualità e sulla procreazione mai avuto prima, la possibilità di avere pochi figli e di conquistare così nuovi spazi nel mondo del lavoro, l’opportunità di ridefinire da protagoniste il rapporto con gli uomini: e tutto ciò su grandissimi numeri. Poi però la Chiesa cattolica ne ha vietato l’utilizzo ai propri fedeli, gli ormoni sono stati spesso al centro di polemiche strumentali, l’educazione sessuale ha insistito poco sull’importanza di un atteggiamento responsabile nei confronti delle gravidanze indesiderate: e così, oggi, solo 100 milioni di donne la usano nel mondo, contro un’utenza potenziale enormemente più vasta, al punto che la rivista statunitense Times ha potuto titolare: “Pillola: così piccola, così potente, così incompresa”.
Perché la pillola contraccettiva è così poco usata? E perché l’Italia, in particolare, figura al terzultimo posto nelle statistiche europee di consumo? E’ vero che la pillola apre a tutte le donne nuove possibilità di autorealizzazione, o questo non si verifica piuttosto solo per le donne più informate e con un maggior senso del proprio valore? Come maturò l’inaspettata opposizione del Papa? I metodi naturali che la Chiesa propone in alternativa alla pillola sono davvero così “naturali” per la donna e per la coppia? E’ vero che la pillola – come affermano i suoi detrattori – accresce in realtà la dipendenza sessuale delle donne, determina un’eccessiva decrescita demografica e ha contribuito in misura determinante all’eclissi dei valori etici nel mondo occidentale? Che cos’è la pillola del giorno dopo, e in che cosa si differenzia dalla pillola contraccettiva classica?
Nel corso della prima parte del dibattito, la professoressa Graziottin ha illustrato in particolare:
- i vantaggi che la pillola offre sul piano della procreazione responsabile e della qualità della relazione sessuale;
- i dati di un recente studio pubblicato sul British Medical Journal sui positivi effetti della pillola sulla salute femminile: nessun rischio accresciuto di carcinoma della mammella; chemioprevenzione dei tumori dell’endometrio, dell’ovaio e del colon; riduzione della mortalità per tumori, eventi cardiovascolari e generale;
- i motivi scientifici e culturali dell’opposizione che la pillola incontra nel nostro Paese.
 
Prima parte del dibattito trasmesso il 22 maggio 2010 da “Lo Scandaglio”, programma di Radio SBS (Melbourne, Australia), prodotto e presentato da Umberto Martinengo. Executive producer: Marco Lucchi.

Partecipanti:
- Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano, e Professore a.c. presso la Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell’Università degli Studi di Firenze;
- Arianna Censi, ex Consigliere alle Politiche di Genere della Provincia di Milano;
- Pietro Schirru, giornalista (Sydney, Australia);
- Padre Frank Bertagnolli, Direttore Opere Salesiane, Hobart, Tasmania (Australia).

Parole chiave:
Etica e bioetica Pillola contraccettiva Salute femminile

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