Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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10/01/2013

La rivincita della terapia ormonale sostitutiva – Parte 4: evidenze fisiopatologiche


Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

Conferenza stampa tenuta dalla professoressa Graziottin il 24 ottobre 2012 a Milano
La rivincita della terapia ormonale sostitutiva – Parte 4: evidenze fisiopatologiche

Sintesi del video e punti chiave

Tutti i più importanti studi clinici osservazionali e trial randomizzati controllati indicano come una terapia ormonale su misura, iniziata subito dopo la menopausa, riduca in misura significativa il rischio cardiovascolare, e tanto più in giovane età: è quanto abbiamo visto, in estrema sintesi, nelle parti precedenti della conferenza stampa. A questo punto, però, è necessario chiedersi quali siano le basi fisiopatologiche di questi dati: quale sia, in altre parole, il correlato biologico che li rende plausibili al di là della logica stringente, ma un po’ astratta, delle statistiche.
La risposta sta nella storia naturale dell’invecchiamento vascolare, in cui l’infiammazione gioca un ruolo decisivo: al punto che si parla di “inflamm-aging” proprio per indicare la stretta correlazione fra livello degli indici infiammatori e rapidità di invecchiamento dei tessuti. La carenza di estrogeni accelera questo processo, favorendo la persistenza di uno stato infiammatorio di basso grado. Al contrario, la terapia ormonale riduce l’infiammazione e rallenta l’invecchiamento, purché – e questa condizione è assolutamente cruciale – sia iniziata al più presto dopo il termine della vita fertile.
Quali sono le evidenze più autorevoli a questo proposito? Che cosa accade quando la terapia ormonale viene iniziata troppo tardi?
Nella quarta parte della conferenza stampa, la professoressa Graziottin illustra:
- il collegamento che, dopo la menopausa, si instaura fra caduta dei livelli ormonali, infiammazione e invecchiamento cardiovascolare;
- come l’infiammazione stia alla base anche dei tumori e delle malattie neurodegenerative;
- gli studi di David Archer sull’evoluzione dell’arteriosclerosi in funzione dell’età e del momento di inizio della terapia ormonale;
- come da tale studio emerga chiaramente che la precocità della terapia è decisiva nel rallentare la progressione della malattia, mentre un utilizzo tardivo può addirittura predisporre ad accidenti cardiovascolari come lo stroke;
- altri importanti lavori che confermano queste indicazioni e formulano il concetto di finestra di opportunità (window of opportunity), proprio per indicare l’importanza centrale del fattore “tempo” nel definire l’efficacia della terapia;
- l’importanza degli stili di vita nel potenziare l’azione degli ormoni.

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Per approfondire

Schierbeck LL, Rejnmark L, Tofteng CL, Stilgren L, Eiken P, Mosekilde L, Køber L, Jensen JE.
Effect of hormone replacement therapy on cardiovascular events in recently postmenopausal women: randomised trial
BMJ. 2012 Oct 9; 345: e6409. doi: 10.1136/bmj.e6409

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Audio e video stream correlati:
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La rivincita della terapia ormonale sostitutiva – Parte 2: rischio cardiovascolare
La rivincita della terapia ormonale sostitutiva – Parte 1: aspetti generali

Parole chiave:
Infarto e malattie cardiovascolari - Menopausa / Sintomi menopausali - Stili di vita - Terapia ormonale sostitutiva


© 2013 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.