Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
Condividi su
24/02/2008

Vaccino anti HPV: si allarga il campo d'azione


Intervista alla Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Angela Pederiva
Sintesi dell'intervista e punti chiave

Vaccino anti HPV: si allarga il campo d'azione

Scarica l'intervista:
Vaccino anti HPV: si allarga il campo d'azione
(3.060 kByte)

Sintesi dell'intervista e punti chiave

Il vaccino contro il Papillomavirus (HPV) è stato lanciato da pochi mesi e subito arriva un’altra buona notizia: recenti studi dimostrano che è efficace non solo sulle giovanissime, ma anche nelle donne tra i 26 e i 45 anni. Un risultato teoricamente prevedibile, dal momento che i meccanismi immunitari sono gli stessi a tutte le età: ora, tuttavia, abbiamo dati oggettivi che confermano le nostre ipotesi. Ciò non significa che il vaccino non funzioni su persone ancora più anziane, ma solo che – per il momento – la sperimentazione è stata condotta fino alle quarantacinquenni. Entro un paio di anni dovremmo avere conferma della sua efficacia per tutte le rimanenti classi di età. Intanto molte donne continuano a chiedere approfondimenti sul siero: come funziona? Come si somministra? E’ pericoloso?
Ricordiamo ancora una volta che il vaccino neutralizza i ceppi 6 e 11 dell’HPV, responsabili del 90 per cento delle verruche veneree (o condilomi genitali), e i ceppi 16 e 18, che provocano il 70 per cento dei carcinomi del collo dell’utero.
In questa intervista illustriamo:
- come funziona il vaccino: viene iniettata una proteina (chiamata L1) che fa parte del capsìde (la carrozzeria attorno al DNA del virus). Questa proteina contiene il numero di targa del virus (6, 11, 16 o 18) che consente all'organismo di identificare questi ceppi virali. Il vaccino stimola infatti la produzione di anticorpi specifici anti HPV; questi, in caso di contagio, “placcano” quei virus, perché riconoscono la targa, e impediscono loro di infettare l'organismo, indipendentemente dall’ampiezza dell’attacco;
- le modalità di somministrazione: si inietta nel braccio in tre dosi (iniziale, dopo due e sei mesi; oppure iniziale, dopo uno e tre mesi);
- come acquistarlo: in farmacia, su prescrizione del medico di famiglia o dello specialista. Per le ragazze più giovani, il costo è coperto dal servizio sanitario nazionale;
- perché il vaccino è assolutamente sicuro: le proteine del capside – le uniche a essere iniettate – non hanno alcun potere infettante. I soli effetti collaterali (per esempio, un leggero arrossamento nella sede di iniezione) possono essere dovuti agli eccipienti, ossia alle sostanze aggiuntive con cui è preparato il vaccino;
- la necessità che l’uomo continui ad usare il profilattico, per proteggere la donna sia dai ceppi dell’HPV non coperti dal vaccino, sia dalle altre malattie sessualmente trasmesse (spesso assai pericolose non solo per l’apparato genitale, ma anche per la salute generale e la fertilità);
- che cosa fare dopo la vaccinazione per ottimizzare l’autoprotezione grazie ad accorti stili di vita e un periodico controllo ginecologico.

top


Audio e video stream correlati:
Papillomavirus e salute femminile: impatto dell'infezione ed effetti del vaccino
Malattie sessualmente trasmesse - Parte 3: Papillomavirus, fattori di rischio e vaccinazione preventiva
Malattie sessualmente trasmesse: come proteggere i nostri figli
Papillomavirus: il raggio d'azione del vaccino
Papillomavirus: approfondimenti su contagio, gravidanza e vaccinazione
Papillomavirus: che cos'è, come evitarlo
Malattie a trasmissione sessuale: quali sono le principali?
Papillomavirus, un nemico che si può sconfiggere
Pap-test, un grande amico della salute femminile
Papillomavirus: quando e perché vaccinarsi
Papillomavirus: dalla diagnosi alla vaccinazione
Condilomatosi genitale: cause e terapie

Parole chiave:
Malattie sessualmente trasmesse - Papillomavirus - Vaccino anti HPV


© 2008 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.