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08/02/2009

Rapporti sessuali e gravidanza: fisiologia e fattori di rischio


Intervista alla Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Roberta Lupi e Valeria Colangelo (Radio Radio)
Sintesi dell'intervista e punti chiave

Rapporti sessuali e gravidanza: fisiologia e fattori di rischio

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Rapporti sessuali e gravidanza: fisiologia e fattori di rischio
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Sintesi dell'intervista e punti chiave

Il tema è sentito da molte coppie in attesa di un figlio: i rapporti sessuali possono essere pericolosi per la salute della mamma e del bambino? Espongono al rischio di aborto spontaneo, o di altre gravi complicanze? I motivi del timore, a volte anche da parte dei medici, sono tre: l’attrito meccanico provocato dalla penetrazione; il possibile effetto contrattile sull’utero da parte delle prostaglandine contenute nel liquido seminale maschile; il rischio di infezioni trasmesse dall’uomo attraverso le membrane amniotiche. Nel dubbio, molti scelgono di astenersi da qualsiasi forma di intimità: il che, nella maggior parte dei casi, si rivela un sacrificio inutile. E’ infatti importante sottolineare con chiarezza che la gravidanza, se il decorso è normale, costituisce uno stato del tutto fisiologico e che la sessualità, se desiderata e vissuta con gioia, non solo non presenta alcuna controindicazione diretta, ma si rivela anche positiva per il buon esito della gestazione (minori rischi di parto prematuro, minor incidenza della depressione post-partum e migliori indicatori di benessere materno-fetale). Il discorso cambia se il decorso è complicato da qualche patologia: in questi casi, l’astinenza dai rapporti completi può essere effettivamente l’unica via per scongiurare il rischio di aborto o di grande prematurità.
Perché nella maggior parte dei casi non c’è motivo di avere timori? Quali sono i veri fattori di rischio di cui è bene tenere conto? E’ vero che, in gravidanza, la sessualità femminile va comunque incontro a importanti modificazioni?
In questa intervista illustriamo:
- perché i dubbi legati all’attrito meccanico del rapporto e alle prostaglandine sono del tutto infondati, quando la gravidanza si svolga senza problemi;
- come una coppia stabile e fedele non abbia alcun motivo di temere neppure la trasmissione di infezioni sessuali, che al contrario costituiscono un pericoloso fattore di rischio nelle coppie promiscue, poco attente alla prevenzione e all’igiene, con gravi problemi relazionali e/o socioeconomici;
- in che modo e perché la sessualità femminile tende a cambiare in gravidanza, con riferimento al desiderio, alla frequenza dei rapporti, all’intensità dell’orgasmo;
- come la gestante, in particolare, senta un maggior bisogno di tenerezza, di coccole, di accudimento, un bisogno che in passato si esprimeva nelle “voglie”, ossia in una richiesta di attenzione nell’unico periodo della vita in cui la donna veniva considerata preziosa (da cui l’espressione “stato interessante”);
- i motivi per cui, al contrario, il 15% delle gravide avverte un desiderio più intenso e prova orgasmi più appaganti;
- le vere controindicazioni mediche al rapporto completo: minaccia d’aborto o di parto prematuro; ipercontrattilità uterina in trattamento con farmaci “tocolitici”, volti a rilassare la parete uterina stessa; placenta previa; dilatazione del collo dell’utero prematura rispetto alla data del parto; rottura prematura delle membrane;
- come una sessualità vissuta con gioia, e in assenza di controindicazioni reali, costituisca anche per il feto un accompagnamento nell’amore verso la vita, in virtù della comunicazione misteriosa ma profonda che ogni madre felice riesce a stabilire con il suo bambino a livello biochimico ed emotivo.

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Parole chiave:
Gravidanza - Rapporti sessuali - Rapporto di coppia

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© 2009 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.