Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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30/11/2008

Contraccezione d'emergenza: un fenomeno in rapida crescita


Intervista alla Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Roberta Lupi e Valeria Colangelo (Radio Radio)
Sintesi dell'intervista e punti chiave

Contraccezione d'emergenza: un fenomeno in rapida crescita

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Contraccezione d'emergenza: un fenomeno in rapida crescita
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Sintesi dell'intervista e punti chiave

Si definisce “di emergenza” qualsiasi metodo contraccettivo utilizzabile dalla donna, di natura farmacologica o meno, che impedisca la gravidanza dopo un rapporto sessuale potenzialmente fecondante. Le prime soluzioni risalgono addirittura al 1974, ma è solo negli ultimissimi anni che il ricorso a questi sistemi si è fatto sempre più frequente. Nel 2007, per esempio, si sono vendute in Italia ben 370 mila “pillole del giorno dopo”. Ma il dato più allarmante è che, nel 59,5% dei casi, queste pillole sono utilizzate da ragazzine fra i 14 e i 20 anni: un fenomeno che sancisce il fallimento di tutte le politiche di educazione sessuale e contraccettiva sinora pensate per i più giovani.
Perché è biologicamente possibile una contraccezione “di emergenza”, ossia attuata dopo il rapporto? Quali sono i metodi più diffusi? A quali rischi ci si espone con un rapporto non protetto? E’ vero che il profilattico dovrebbe sempre essere usato, anche se la ragazza adotta un contraccettivo sicuro?
In questa intervista illustriamo:
- come il meccanismo fisiologico della fecondazione e la possibilità degli spermatozoi di sopravvivere a lungo nella tuba, in attesa della maturazione dell’ovocita, rendano possibile un intervento a posteriori che scongiuri l’effettivo concepimento, agendo quindi come un vero e proprio contraccettivo;
- le caratteristiche della prima “pillola del giorno dopo” sviluppata negli anni Settanta;
- i metodi utilizzati oggi: progestinico ad alte dosi (levonorgestrel), somministrato in pillole (la soluzione preferita in Italia) o tramite spirale; pillola al mifepristone, o RU486, che però nel nostro Paese è approvata solo come farmaco abortivo di uso ospedaliero;
- come un rapporto non protetto esponga non solo alle gravidanze indesiderate, ma anche alle malattie sessualmente trasmesse (come la Chlamydia, l’AIDS e le infezioni da Papillomavirus), oggi in netto aumento;
- come il 50% circa dei concepimenti siano accidentali, e come nella metà di questi casi la donna finisca per scegliere l’interruzione volontaria della gravidanza: un esito comunque drammatico, che si potrebbe evitare con una contraccezione sicura;
- i dati di vendita dei profilattici, che confermano l’insufficiente assunzione di responsabilità dell’uomo e della coppia nei confronti della protezione dalle malattie sessualmente trasmesse e dai concepimenti non desiderati.

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Parole chiave:
Pillola del giorno dopo


© 2008 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.