Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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12/04/2009

Taglio cesareo, interruzione di gravidanza, parto in acqua: tutte le risposte alle vostre domande


Intervista alla Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Roberta Lupi e Valeria Colangelo (Radio Radio)

Taglio cesareo, interruzione di gravidanza, parto in acqua: tutte le risposte alle vostre domande

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Sintesi dell'intervista e punti chiave

Questa settimana il nostro consueto appuntamento radiofonico è dedicato alle numerose domande delle ascoltatrici e dei loro compagni, soprattutto in tema di gravidanza e parto. Tre gli argomenti che trattiamo in dettaglio: il taglio cesareo, l’interruzione volontaria di gravidanza e il parto in acqua.
A quali rischi è esposta una donna alla quarta gravidanza, dopo aver subito tre tagli cesarei? E’ ancora opportuno procedere con questa tecnica, o si può tentare un parto naturale? E dopo, che cosa sarebbe meglio fare?
Come aiutare una donna che abbia scelto, con dolore e profonda angoscia, di interrompere la gravidanza? Quali riflessioni deve indurre nella coppia un’esperienza così traumatica? Come superare i sensi di colpa, la depressione, il calo del desiderio?
Perché il parto in acqua è così amato dalle donne? Quali sono i suoi vantaggi? Quali le sue controindicazioni? Quando può essere scelto senza problemi? A chi spetta la valutazione dei rischi?
In questa intervista illustriamo...
... riguardo al taglio cesareo:
- come dopo tre tagli cesarei sia assolutamente necessario procedere con la medesima tecnica anche in occasione del quarto parto;
- perché, dopo, sarebbe opportuno prendere una decisione contraccettiva definitiva, per esempio procedendo alla chiusura delle tube;
- come i rischi del nuovo parto siano principalmente legati agli esiti dei precedenti tagli cesarei e alle loro eventuali complicanze, oltre che all’età della donna e al decorso della gravidanza;
- i rischi che eventuali infezioni pregresse, provocate da aderenze secondarie al taglio cesareo, possono comportare per la salute della vescica e del retto;
- come ogni taglio cesareo aumenti la probabilità di patologie a carico della placenta (previa, accreta), con conseguente rischio di emorragie post-partum;
... riguardo all’interruzione volontaria di gravidanza:
- come un’esperienza di questo tipo segni profondamente la donna, provocando sensi di colpa, depressione, disistima, caduta del desiderio e anche collera verso il partner, se il concepimento è avvenuto perché lui non ha usato il profilattico;
- la possibilità di ricorrere alla psicoterapia, eventualmente associate a un modulatore del tono dell’umore, per dare parole al dolore ed elaborare il lutto per la perdita del bambino;
- l’importanza che la coppia si assuma le proprie responsabilità per l’accaduto e scelga di comune accordo un metodo contraccettivo efficace al 100%, affinché la scelta dolorosa ed eticamente pesante dell’aborto non debba più ripetersi;
... riguardo al parto in acqua:
- gli aspetti positivi di questa tecnica: condizione di peso ridotto, muscoli più rilassati, movimenti più agevoli, minore ansia;
- le controindicazioni: gravidanza patologica o gemellare; bambino “grosso per la data”; segni di sofferenza materna o fetale; malattie concomitati (diabete, ipertensione, fibromi);
- quando è possibile scegliere il parto in acqua senza preoccupazioni: gravidanza singola e con decorso regolare, mamma in condizioni di perfetta salute, tracciato cardiotocografico regolare (permette di rilevare in tempo reale la frequenza cardiaca della mamma e del bambino), pressione sanguigna normale, liquido amniotico chiaro, ospedale attrezzato;
- come sia il ginecologo di fiducia, sentita l’ostetrica, a dover consigliare la soluzione migliore.

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Parole chiave:
Interruzione volontaria di gravidanza (IVG) - Parto vaginale / Parto cesareo


© 2009 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.