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Mamme ragazzine: come affrontare l'emergenza a livello sociale e individuale

Mamme ragazzine: come affrontare l'emergenza a livello sociale e individuale

09/06/2011

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

Sintesi dell'intervista e punti chiave

L’allarme arriva da una ricerca dall’associazione “Save the children”: in Italia, il numero di gravidanze fra le ragazze di 15-16 anni è in aumento. Un dato preoccupante, soprattutto se correlato ad altre quattro indicazioni statistiche: più del 50% di queste adolescenti non ha un partner, e il 48% di esse va incontro, nei due anni successivi, a un’altra gravidanza; il 55% delle pillole del giorno dopo è consumato da giovani al di sotto dei 20 anni; nel nostro Paese, quelle delle minorenni è l’unica fascia di età in cui le interruzioni volontarie di gravidanza sono in crescita.
Solitudine, ignoranza contraccettiva, imprudenza, desiderio di fuga da una realtà quotidiana deludente, libera scelta: le motivazioni del fenomeno sono tante. In un contesto così critico e variegato, quali sono le strategie migliori per diffondere la cultura della prevenzione e aiutare queste ragazze ad affrontare la loro situazione?
In questa intervista, la professoressa Graziottin illustra:
- i dati a nostra disposizione per inquadrare correttamente il fenomeno delle “mamme ragazzine”;
- come nella maggioranza dei casi il concepimento avvenga in modo casuale, e dia spesso luogo alla contraccezione d’emergenza o a un’interruzione volontaria di gravidanza;
- perché, in Italia, l’aborto è una soluzione possibile anche alle minorenni;
- come molte gravidanze “per scelta” celino in realtà un desiderio di fuga dalla famiglia d’origine e il sogno di un bambino simile ai modelli di perfezione trasmessi dai media;
- le tristi conseguenze di una o più gestazioni non supportate dalla famiglia: abbandono della scuola, disoccupazione, emarginazione sociale;
- due condizioni necessarie per sperare in una gravidanza a lieto fine, anche a fronte di un concepimento indesiderato: una chiara assunzione di responsabilità da parte del ragazzo; il coinvolgimento affettivo ed economico delle famiglie di origine;
- l’importanza che, nella scelta di tenere o meno il bambino, si rispettino i sentimenti della ragazza;
- l’assoluta necessità di migliorare l’educazione contraccettiva dei nostri adolescenti.


Per gentile concessione di Nuova Spazio Radio

Parole chiave:
Adolescenti e giovani Educazione sessuale e contraccettiva

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