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Alcol, illusione d'amore

Alcol, illusione d'amore

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Alcol, illusione d'amore
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25/11/2007

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Angela Pederiva

Sintesi dell'intervista e punti chiave

“Quando ho bisogno di lasciarmi andare, bevo un paio di bicchieri e tutto diventa più facile”. E’ l’amara testimonianza di un numero crescente di donne che usano l’alcol come ansiolitico, per sentirsi più disinibite. Salvo scoprire che, per mantenere l’effetto, occorrono poi dosi sempre più elevate. Il problema coinvolge anche le giovani e le giovanissime, pur se con motivazioni più articolate, come dimostra l’allarmante tendenza delle adolescenti a ubriacarsi nei fine settimana. Quale effetto produce l’alcol sul cervello? Perché ci “sblocca” dal punto di vista sessuale? Perché ne occorrono quantità crescenti? Quali sono i suoi effetti a lungo termine sulla sessualità?
In questa intervista illustriamo:
- l’effetto inibitore che l’alcol esercita sul lobo frontale, la parte del cervello che controlla e tiene a bada i nostri istinti e i nostri impulsi. In condizioni normali, il lobo frontale opera come un “censore” attento ed esigente dei nostri comportamenti, valutandone l’adeguatezza rispetto al contesto e alle norme ricevute attraverso l’educazione. Sotto l’effetto dell’alcol, invece, esso viene come narcotizzato: questo comporta, a piccole dosi, un pizzico di allegria in più e una maggior verve in compagnia; ad alte dosi, invece, la perdita del controllo di sé e il crollo delle difese sul fronte sessuale;
- il meccanismo biologico (legato al funzionamento degli enzimi che nel fegato catabolizzano – ossia distruggono – l’alcol) in base al quale occorrono dosi sempre più elevate per ottenere lo stesso effetto ansiolitico: una progressione che alla lunga crea dipendenza fisica, oltre che psichica, e spesso rende alcolisti;
- i danni a lungo termine sulla sessualità: disturbi dell’eccitazione (l’alcool agisce come disinibitore mentale, ma tende ad attenuare la risposta fisica genitale); disturbi dell’orgasmo (l’abuso può associarsi ad alimentazione inadeguata, stati di ansia e depressione mascherati, bassi livelli di testosterone); danni all’ovaio;
- i gravi rischi specifici cui l’alcol espone le giovani e le adolescenti, soprattutto in contesti di abuso generalizzato come le “feste” del sabato sera: rapporti sessuali non consenzienti (è in triste aumento il numero di “prime volte” in cui lei è alterata o francamente ubriaca); contrazione di malattie sessualmente trasmesse (anche la donna che normalmente “impone” l’uso del profilattico è meno prudente quando è sotto l’effetto dell’alcol); concepimenti non desiderati; aggressioni e abusi sessuali; progressiva perdita di autostima e di fiducia in sé, che concorre ulteriormente alle frequentazioni a rischio e a scelte di partner negative.

Parole chiave:
Adolescenti e giovani Alcol Sessualità femminile

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