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Tumore del collo dell'utero: strategie di screening - Parte 1

Tumore del collo dell'utero: strategie di screening - Parte 1

28/05/2015

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Andrea Lupoli
Arrivano dagli Stati Uniti nuove indicazioni per lo screening del tumore del collo dell’utero: i ricercatori raccomandano di non eccedere nei controlli preventivi sulle donne che non abbiano sintomi e non appartengano a particolari categorie a rischio. E’ quanto emerge da un recente articolo pubblicato sugli Annals of Internal Medicine.
Si tratta di una presa di posizione condivisibile? Non del tutto, per una serie di motivazioni legate alle modalità di trasmissione e alle caratteristiche cliniche della malattia.
Nella prima parte di questa intervista, la professoressa Graziottin illustra:
- come il tumore del collo dell’utero possa essere provocato dal Papillomavirus contratto durante i rapporti non protetti;
- quali sono i ceppi oncogeni del virus e in che misura percentuale colpiscono la donna;
- perché la mucosa del collo dell’utero è la più sensibile all’azione aggressiva del virus;
- come il Papillomavirus possa attaccare anche la vagina, i genitali esterni, l’ano e la bocca;
- le due strategie di prevenzione oggi praticabili: uso costante del profilattico, sin dall’inizio del rapporto e in ogni tipo di rapporto; vaccinazione contro il Papillomavirus;
- i due tipi di vaccino e le loro differenze in termini di protezione;
- sino a che età il vaccino è dimostratamente efficace;
- le politiche economiche attive in Italia a sostegno della vaccinazione.

Per gentile concessione di Radio Manà Manà

Parole chiave:
Cancro del collo dell'utero Papillomavirus Screening di popolazione Vaccino anti HPV

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