Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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14/10/2007

Calcio in gravidanza e puerperio: un amico anche del bambino


Intervista alla Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Angela Pederiva
Sintesi dell'intervista e punti chiave

Calcio in gravidanza e puerperio: un amico anche del bambino

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Calcio in gravidanza e puerperio: un amico anche del bambino
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Sintesi dell'intervista e punti chiave

Nell’intervista della scorsa settimana abbiamo visto che il calcio è un minerale molto importante per la donna in gravidanza: in particolare, abbiamo illustrato i danni provocati dalla sua carenza e spiegato come assumere la dose giornaliera consigliata, anche in caso di intolleranza per il latte e i suoi derivati. Questa settimana ci occupiamo delle conseguenze che l’insufficiente apporto di calcio può avere per la salute del feto e del neonato.
Innanzitutto, sono a rischio la formazione e la crescita appropriata dello scheletro del bambino, il cui sviluppo dipende anche dalla qualità della dieta materna. Quattro diversi studi internazionali dimostrano che, se la donna non assume ogni giorno la quantità di calcio raccomandata, il piccolo presenta alla nascita ossa meno dense e femori meno lunghi.
In questa intervista analizziamo inoltre:
- le ulteriori complicanze per il feto, a breve e lungo termine: ridotta crescita intrauterina (con bambini “piccoli per la data”); aumento dei parti prematuri; aumento delle morti intrauterine e perinatali (per i danni che l’ipertensione materna, indotta dalla carenza di calcio, provoca alla placenta); elevata pressione arteriosa (segno di prolungato stress fetale e fattore predittivo di un maggior rischio di ipertensione in età adulta); maggiore esposizione ai danni tossici da piombo (accumulato nell’osso materno e mobilizzato insieme al calcio quando questo, non reintegrato per via alimentare, venga prelevato dall’apparato scheletrico);
- l’importanza della vitamina D, la cui carenza – combinata in varia misura all’inadeguata assunzione di calcio durante la gravidanza e l’allattamento – è responsabile del rachitismo, una malattia nuovamente diffusa anche nel nostro Paese;
- il contributo di una regolare esposizione al sole nel prevenire questa patologia infantile;
- quali sono i bambini più a rischio di rachitismo: quelli allattati esclusivamente al seno per un anno o più (il latte materno contiene in genere poca vitamina D, che va dunque integrata per tutto il puerperio), e i figli degli immigrati di pelle scura (una protezione indispensabile nei caldissimi Paesi di origine e che però, nelle nostre zone temperate, sbarra la strada ai benefici ma assai più deboli raggi del sole);
- i principali dati clinici che confermano l’impatto della carenza di calcio sulla donna in attesa: riduzione della massa ossea fino al 7%; ridotta attività degli osteoblasti (i “costruttori” dell’osso) e, di converso, mobilitazione degli osteoclasti (responsabili del riassorbimento osseo);
- l’importanza del movimento fisico nell’ottimizzare gli effetti sull’osso del recupero del calcio perduto durante la gravidanza e il puerperio.

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Parole chiave:
Calcio - Gravidanza - Puerperio - Rachitismo


© 2007 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.