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Allattamento materno: la più bella esperienza per il bambino

Allattamento materno: la più bella esperienza per il bambino

09/12/2007

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Angela Pederiva

Sintesi dell'intervista e punti chiave

Molte mamme allattano con grande soddisfazione, e notano che anche al bambino piace molto. Quando però iniziano a svezzarlo, il piccolo diventa nervoso, soprattutto dopo il pasto serale. Così si chiedono: è giusto continuare ad allattare oltre i primi mesi di vita? Quando è opportuno smettere? Come regola generale, è bene proseguire fino a quando si ha il latte: quindi almeno per un anno, anche se molte donne possono arrivare a due. A partire dai sei mesi di vita, si può iniziare a dare anche qualche pappa, mantenendo però il latte per il pasto serale e, se possibile, per quello del mattino. L’allattamento al seno, infatti, non solo placa il bisogno di cibo nel modo più naturale, ma costituisce per un bambino la più gratificante delle esperienze a livello sensoriale, emotivo ed affettivo. Dopo la battaglia a favore del latte artificiale operata dal marketing negli anni Settanta, oggi per fortuna si è di nuovo consapevoli dell’importanza di questo gesto antico, al punto che – anche in Italia – il tempo medio di allattamento è passato da sei a sette mesi negli ultimi dieci anni.
In questa intervista illustriamo:
- che cosa fa della poppata un’esperienza piacevolissima e fondamentale per l’equilibrata crescita del bambino: il calore del seno, il contatto rassicurante dell’abbraccio, le parole sussurrate con dolcezza, il profumo della pelle della mamma (il primo stimolo sensoriale che il piccolo impara a riconoscere fra mille, ben prima del volto o della voce) inducono una calma profonda e gettano le basi per il miglior sviluppo affettivo, cognitivo ed emotivo del cucciolo d’uomo e del futuro adulto;
- come questa gratificazione plurisensoriale venga ulteriormente rafforzata e “fissata” nella memoria emotiva della mamma e del piccino dall’ossitocina, un prezioso neurormone che scrive nel cervello di entrambi quel viso, quel profumo, quel tono di voce, quello sguardo che li rende reciprocamente cari e insostituibili;
- l’effetto positivo che l’allattamento naturale ha sulla salute fisica del bambino, potenziandone il sistema immunitario e riducendo la probabilità di numerosi disturbi dell’apparato respiratorio, del sistema gastrointestinale e della pelle;
- quali fattori favoriscono la produzione del latte: innanzitutto una gravidanza fisiologica e portata regolarmente a termine, perché il sistema mammario matura nel tempo in modo da essere pronto dopo i nove mesi previsti per la nostra specie, e non prima; poi un’alimentazione sana, integrata con vitamine, magnesio, ferro e soprattutto calcio; e infine la serenità emotiva della mamma;
- l’importanza di mantenere il più possibile almeno la poppata serale, per aiutare il piccolo ad addormentarsi sereno e superare la paura del buio e della notte che coglie tutti i piccolini. Un bambino rasserenato e ben nutrito, inoltre, acquisisce presto un buon ritmo sonno-veglia e impara a dormire senza problemi fino al mattino;
- l’importanza di non sottovalutare mai il pianto del bambino: trascurarlo non lo educa all’autonomia, lede soltanto – spesso per sempre – la sua disponibilità a credere che al mondo possa esistere qualcuno disposto a rispondere ai suoi richiami d’aiuto. Al suo bisogno di conforto. O alla sua paura d’essere lasciato solo. Qualcuno capace di amarlo profondamente.

Parole chiave:
Allattamento / Svezzamento Puerperio Rapporto mamma-bambino

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