Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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11/01/2009

Sport e movimento fisico: tutti i vantaggi per la salute delle adolescenti


Intervista alla Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Roberta Lupi e Valeria Colangelo (Radio Radio)
Sintesi dell'intervista e punti chiave

Sport e movimento fisico: tutti i vantaggi per la salute delle adolescenti

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Sport e movimento fisico: tutti i vantaggi per la salute delle adolescenti
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Sintesi dell'intervista e punti chiave

Le adolescenti italiane fanno poco sport. I dati più recenti indicano come il 70% delle ragazze in fase puberale abbandoni ogni attività avviata durante l’infanzia, soprattutto a causa di disturbi mestruali come la metrorragia (flusso abbondante e/o prolungato) e la dismenorrea (mestruazione dolorosa), che obiettivamente influiscono negativamente sulla regolarità degli allenamenti e sul rendimento atletico.
Le conseguenze dell’abbandono, però, possono essere molto gravi: un recente studio finlandese ha dimostrato che le adolescenti inattive sul piano del movimento fisico presentano un rischio raddoppiato di depressione e disturbi dell’attenzione; un rischio triplicato di disturbi psicosociali e vulnerabilità all’uso di fumo, alcol e droghe; maggiori disturbi psicosomatici, inclusi i disturbi legati al ciclo; e una maggiore probabilità di comportamenti fuori dalle regole, anche sul fronte sessuale (rapporti molto precoci e non protetti, con conseguente rischio di concepimenti indesiderati e malattie sessualmente trasmesse).
Lo sport, dunque, non è un lusso o un semplice passatempo, ma una componente cruciale della salute, della sicurezza e del benessere psicofisico delle nostre figlie.
Perché lo sport è così importante per le giovanissime? Qual è la terapia più efficace per i disturbi mestruali? Quali vantaggi hanno le ragazze che proseguono un’attività almeno amatoriale?
In questa intervista illustriamo:
- la teoria delle “neuroscienze affettive”, sviluppata da Jaak Panksepp a partire dall’osservazione degli animali, che spiega come ogni emozione – desiderio, gioia, collera, paura – abbia un correlato motorio, e come ogni emozione non espressa sul piano del movimento fisico si traduca prima o poi in un accumulo di tensione e in un danno per la salute;
- come l’attività motoria sia particolarmente importante nell’adolescenza, un’età contraddistinta da vivide emozioni, e a maggior ragione in un’epoca come la nostra, nella quale anche i giovani vivono in spazi sempre più compressi;
- come i disturbi dell’attenzione si traducano in scarso rendimento scolastico, fattore predittivo di abbandono degli studi e fallimento nella vita;
- come in caso di disturbi mestruali invalidanti l’opzione di prima scelta sia la “terapia contraccettiva”, ossia l’utilizzo della pillola (o del cerotto transdermico) non per la sua funzione primaria, che è e resta quella anticoncezionale, ma per i suoi positivi effetti sul ciclo mestruale (regolarizzazione del flusso, con conseguente correzione dell’anemia da carenza di ferro, e riduzione del dolore);
- che cos’è l’endometriosi e come la terapia contraccettiva ne rallenti la progressione;
- come, mediamente, le ragazze sportive abbiano il loro primo rapporto sessuale quasi due anni dopo rispetto alle ragazze inattive, e come questo offra loro la possibilità di maturare, crescere emotivamente, vivere serenamente l’adolescenza e, al tempo stesso, imparare a negoziare tempi e modi dell’intimità;
- gli altri vantaggi dell’attività sportiva: miglioramento dell’umore e superamento del senso di solitudine; forma fisica ottimale e armoniosa immagine corporea; educazione all’autodisciplina e al rispetto di regole e orari; stimolo a canalizzare le energie fisiche ed emotive in vista di un obiettivo; stili di vita complessivamente più sani, senza fumo, alcol o droghe.

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Parole chiave:
Adolescenti e giovani - Endometriosi - Mestruazioni / Disturbi mestruali - Salute femminile - Sport e movimento fisico

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© 2009 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.