Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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28/06/2009

Internet, il sottile confine fra divertimento e dipendenza


Intervista alla Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Roberta Lupi e Valeria Colangelo (Radio Radio)
Sintesi dell'intervista e punti chiave

Internet, il sottile confine fra divertimento e dipendenza

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Internet, il sottile confine fra divertimento e dipendenza
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Sintesi dell'intervista e punti chiave

La scorsa settimana abbiamo spiegato come le chat siano una forma di comunicazione in grado di dare una scossa emozionante a una vita per ogni altro aspetto monotona e grigia. Abbiamo però anche visto che gli amori nati in rete hanno una percentuale di successo piuttosto bassa, e non di rado riservano brutte sorprese, soprattutto per la totale assenza di segnali non verbali, così importanti nel modulare la verità e la forza dei sentimenti nella vita reale. Questo tipo di interazione va quindi gestito con prudenza e gradualità, perché una relazione autentica deve sempre basarsi sul dialogo fra le persone reali, e sul rispetto reciproco. Oggi approfondiamo ulteriormente l’argomento, soprattutto con riferimento alle motivazioni positive e negative che animano gli “internauti” più irriducibili, e ai “cluster di rischio”, ossia al collegamento che può esistere fra dipendenza da Internet e altre patologie, disturbi o situazioni di disagio a livello fisico, psichico ed esistenziale.
Quali sono le motivazioni che spingono a frequentare le chat? Perché ci sono persone che ne traggono solo un sano e misurato divertimento, e altre che sviluppano una vera e propria dipendenza? Quali problemi psicologici possono celare questi comportamenti, e quando è bene allertarsi? E perché è così facile innamorarsi su Internet?
In questa intervista illustriamo:
- come la navigazione in rete possa essere “espressiva” quando la persona ha un buon equilibrio nella vita reale, ed è quindi capace di valutare rischi e opportunità, prendendo le distanze dalle situazioni di potenziale pericolo;
- come, al contrario, la navigazione venga definita “difensiva” quando è la risposta a sentimenti di ansia, delusione, disistima, solitudine che non si riesce ad affrontare sul terreno psicologico;
- il rischio, in questo secondo caso, di comportamenti fortemente proiettivi nei confronti dell’interlocutore incontrato in chat, che diventa irrealisticamente il “Principe azzurro” o la “Principessa rosa” inesistenti nella vita reale;
- i due fattori che favoriscono l’innamoramento nel mondo virtuale: la sensazione di essere ascoltati (sempre più rara, oggi), e lo svelamento progressivo del “mistero” dell’altro, che a sua volta alimenta non solo il desiderio ma anche la componente romantica dell’amore;
- le possibili problematiche rispetto a cui la dipendenza da web rappresenta un “semaforo rosso” da non trascurare: depressione, impulsività, dipendenza da alcol o droghe, parafilie, difficoltà di orientamento sessuale;
- come il tempo quotidianamente trascorso al computer sia il primo e più importante indicatore del rischio che un sano divertimento possa degenerare in una “addiction” da prendere in seria considerazione.

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Parole chiave:
Dipendenze, droghe e doping - Innamoramento - Internet, videogiochi e televisione - Rapporto di coppia


© 2009 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.