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28/02/2010

Iperosmia gravidica: un mirabile fattore d'amore


Intervista alla Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Roberta Lupi e Valeria Colangelo (Radio Radio)
Sintesi dell'intervista e punti chiave

Iperosmia gravidica: un mirabile fattore d'amore

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Iperosmia gravidica: un mirabile fattore d'amore
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Sintesi dell'intervista e punti chiave

«Ho notato che da quando sono incinta sono più sensibile agli odori, specialmente a quelli sgradevoli... Non sarà un segnale del fatto che non accetto l’idea di diventare mamma?» E’ la domanda preoccupata che si pongono molte donne, a volte in seguito a pareri e consigli “fai da te” di amiche e familiari. Nessun timore. Questa maggiore sensibilità, nota anche come “iperosmia gravidica”, è un fenomeno biologico, legato alla moltiplicazione delle cellule olfattorie presenti nel naso (neurogenesi), e finalizzato a ottimizzare il riconoscimento olfattivo tra mamma e piccolo, in tutti i mammiferi. Nulla di psicologico o di allarmante, dunque: al contrario, si tratta di un meccanismo straordinario e commovente, che ci insegna molto sulla sapienza dell’evoluzione naturale.
Che cos’è la neurogenesi? Perché le cellule olfattorie si moltiplicano proprio in gravidanza? Come favorire il processo di attaccamento fra mamma e bambino, se la donna – dopo il parto – deve presto riprendere il lavoro?
In questo articolo illustriamo:
- la struttura estremamente complessa del naso umano e della sua mucosa;
- come la scoperta della neurogenesi abbia modificato in modo radicale le nostre conoscenze sulla moltiplicazione delle cellule nervose dopo la nascita;
- come la neurogenesi coinvolga in particolare il nervo olfattorio;
- a quale scopo le cellule olfattive si moltiplicano in gravidanza, e il ruolo della prolattina in questo fenomeno;
- come il primo legame fra mamma e bambino si stabilisca a livello olfattivo, e non visivo, il che spiega fra l’altro il pianto del piccolo quando venga preso in braccio da estranei;
- perché è opportuno che la mamma possa dedicarsi esclusivamente al suo bambino almeno per un anno;
- che cosa fare quando questo, per motivi di lavoro, non è possibile;
- perché è importante dare sempre ascolto al pianto di un neonato;
- alcuni consigli per non ferire il suo bisogno di attaccamento, e per consentirgli di sviluppare una solida fiducia nell’amore dei genitori e una progressiva capacità di autonomia nella vita.

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Parole chiave:
Attaccamento affettivo - Gravidanza - Olfatto e feromoni - Rapporto mamma-bambino

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© 2010 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.