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Gravidanze over 40: la verità medica oltre l'apparenza mediatica

Gravidanze over 40: la verità medica oltre l'apparenza mediatica

07/03/2010

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Roberta Lupi e Valeria Colangelo (Radio Radio)

Sintesi dell'intervista e punti chiave

Un figlio anche dopo i 40 anni: è il desiderio di molte donne d’oggi, che abbiano a lungo rinviato la maternità per ragioni economiche o professionali, oppure per la mancanza di un partner stabile con cui costruire un progetto di famiglia. Un desiderio alimentato anche da molti casi, più o meno celebri, pubblicizzati dai media. Nella vita reale, però, il sogno si scontra quasi sempre con una verità biologica ineludibile: il progressivo decadimento della qualità riproduttiva degli ovociti, che riduce la probabilità di concepire spontaneamente ed espone al rischio di aborto spontaneo, anomalie e malattie genetiche, malformazioni. In positivo, con l’ovodonazione, si può concepire un figlio sano a ogni età: anche se, dopo i 50 anni, il divario di età fra la donna e il bambino può incidere pesantemente sul corretto sviluppo psicologico del piccolo.
Come si modifica la vitalità degli ovociti con l’avanzare dell’età? Quali sono i rischi di un concepimento dopo i 40 anni? In che modo si può diagnosticare se il nascituro è sano? Che cosa comporta la procedura dell’ovodonazione?
In questa intervista illustriamo:
- i dati italiani sui concepimenti over 40 negli ultimi dieci anni;
- come questa età sia effettivamente una soglia oltre la quale la gravidanza può diventare problematica;
- il ritmo di invecchiamento degli ovociti, e i rischi che comporta per il corretto sviluppo del feto;
- le potenzialità informative della diagnosi prenatale;
- quando e come si svolge la villocentesi, e perché ci può fornire dati sicuri su numerosi aspetti dello sviluppo fetale;
- le principali anomalie e malattie genetiche che possono essere diagnosticate con le tecniche oggi utilizzate;
- le caratteristiche della fecondazione assistita con ovodonazione;
- a quali condizioni si può procedere con questo metodo: utero normale, cure ormonali (se la donna è già in menopausa), partner fertile;
- quali fattori biologici fanno della donna ricevente non solo un “contenitore” della gestazione, ma una protagonista attiva dell’espressione effettiva del patrimonio genetico del bambino;
- come fino ai cinquant’anni, o poco più, non vi siano sostanziali differenze fra una gravidanza con ovodonazione rispetto a una gravidanza con concepimento spontaneo, a quarant’anni.

Parole chiave:
Fecondazione assistita Fertilità e infertilità Invecchiamento genitale Primo figlio

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