Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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29/04/2007

Menopausa chirurgica: gli ormoni si possono riconquistare


Intervista alla Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Angela Pederiva
Sintesi dell'intervista e punti chiave

Menopausa chirurgica: gli ormoni si possono riconquistare

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Menopausa chirurgica: gli ormoni si possono riconquistare
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Sintesi dell'intervista e punti chiave

La menopausa chirurgica, dovuta all’asportazione di entrambe le ovaie, è un durissimo colpo inferto all’identità, al benessere e alla salute di una donna. Basti pensare che, con l’operazione, la paziente perde in un colpo solo quasi il 100% dell’estradiolo, l’ormone principe della femminilità; il 100% del progesterone; il 50% del testosterone, ormone del desiderio per eccellenza. Tutto l’organismo risente di questa situazione, perché ogni cellula del nostro corpo è nutrita dagli ormoni sessuali.
In questa intervista analizziamo innanzitutto gli organi colpiti dalla carenza ormonale:
- il cervello e, in particolare, i tre sistemi (serotoninergico, dopaminergico e colinergico) da cui dipendono il tono dell’umore, l’energia vitale, la vivacità della memoria e dell’intelligenza;
- l’apparato urogenitale, con conseguenze per la vescica, l’ecosistema vaginale e la sessualità;
- il sistema cardiocircolatorio: le donne in menopausa sono più esposte all’infarto;
- l’apparato osteoarticolare: ossa, muscoli, tendini e articolazioni;
- l’apparato digestivo, per la ridotta secrezione delle ghiandole del tratto gastrointestinale;
- gli organi di senso: occhi, gusto, tatto, olfatto e udito.
In secondo luogo illustriamo i risultati di una ricerca condotta dalla Professoressa Graziottin e colleghi statunitensi su 2467 donne in Francia, Italia, Gran Bretagna e Germania, che indaga l’impatto della menopausa chirurgica sulla qualità della vita e dimostra come lo stato di prostrazione e infelicità delle donne operate abbia radici biologiche nella deprivazione ormonale.
In questo contesto, è fondamentale ridare alla donna la linfa perduta, sotto forma di un’appropriata terapia sostitutiva a base di ormoni “bioidentici”, ossia perfettamente uguali a quelli prodotti dalle ovaie prima dell’asportazione: estradiolo, progesterone naturale e a breve, grazie a un nuovo tipo di cerotto, anche il testosterone. L’ovariectomia bilaterale, quando la donna è in età fertile, è infatti l’unico caso in medicina di asportazione di due ghiandole funzionanti, senza che venga ridato al corpo quello che ha perduto. Solo la terapia sostitutiva, effettuata su prescrizione medica e “confezionata” su misura come un vestito, può ridare al corpo e al cuore della donna l’armonia perduta.

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Parole chiave:
Estrogeni, estradiolo, estriolo - Menopausa precoce iatrogena - Salute femminile - Terapia ormonale sostitutiva - Testosterone


© 2007 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.