EN

Atrofia vulvo-vaginale in menopausa: fisiopatologia, sintomi e terapia – Parte 3

Atrofia vulvo-vaginale in menopausa: fisiopatologia, sintomi e terapia – Parte 3

04/02/2016

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano
Intervista rilasciata in occasione della conferenza stampa su "Atrofia vulvovaginale e sindrome genito-urinaria della menopausa: la parola ai tessuti", Milano, 2 dicembre 2015

Sintesi dell'intervista e punti chiave

Nelle due parti precedenti abbiamo visto che cos’è l’atrofia vulvo-vaginale, quali sono i suoi sintomi e l’impatto che il disturbo ha sulla relazione di coppia. Oggi analizziamo i benefici dell’ospemifene, un nuovo farmaco non ormonale indicato per le donne che non vogliono o non possono assumere ormoni, e sono contrarie alle terapie locali in genere.
Nella terza e ultima parte di questa intervista, la professoressa Graziottin illustra:
- come l’ospemifene non agisca solo sulla lubrificazione, ma anche sul trofismo complessivo della vagina, migliorando le condizioni della mucosa, della sottomucosa, dei vasi sanguigni e delle fibre nervose;
- come, al tempo stesso, l’ospemifene non attivi i recettori estrogenici della mammella, risultando così assolutamente sicuro sul fronte della prevenzione tumorale;
- come, proprio per questo profilo di innocuità, l’ospemifene sia stato approvato per il trattamento dell’atrofia e della secchezza vaginale anche nelle donne che abbiano avuto un cancro al seno e abbiano completato tutte le terapie, incluse quelle adiuvanti;
- i dati di sorveglianza estremamente rassicuranti raccolti dalla statunitense Food and Drug Administration (FDA) dopo l’immissione del farmaco in commercio;
- come questo farmaco, efficace sulla vagina e sicuro per la mammella, apra davvero una stagione nuova per la donna in menopausa.

Per gentile concessione di Pharmastar TV

Parole chiave:
Atrofia vulvovaginale Menopausa / Sintomi menopausali Ospemifene Secchezza vaginale

Iscriviti alla newsletter