Śliwka A, Polak-Berecka M, Zdybel K, Zelek-Molik A, Waśko A.
Psychobiotics in depression: sources, metabolites, and treatment – A systematic review
Nutrients. 2025 Jun 27;17(13):2139. doi: 10.3390/nu17132139. PMID: 40647242; PMCID: PMC12252283
La revisione sistematica di Angelika Śliwka e collaboratori, dell’Università di Scienze della vita di Lublino (Polonia), si propone di determinare gli effetti dei microrganismi psicobiotici sulla depressione.
La review è stata condotta, seguendo le linee guida PRISMA, su 45 lavori indicizzati dal 2020 al 2024 nei database Web of Science, Scopus e PubMed. I criteri di inclusione prevedevano studi che esaminassero gli psicobiotici e i loro effetti sulla salute mentale nell’uomo e negli animali da esperimento. La valutazione del rischio di bias è stata effettuata utilizzando il Cochrane Risk of Bias Tool (ROB 2).
Questi, in sintesi, i risultati:
- i ceppi psicobiotici predominanti appartenevano ai generi Lactobacillus (45,5%) e Bifidobacterium (29%);
- le fonti dei ceppi includevano preparazioni commerciali (24%), ceppi di origine umana (16%) e ceppi di origine alimentare (16%);
- gli psicobiotici producono metaboliti neuromodulatori, come acidi grassi a catena corta (SCFA), neurotrasmettitori (come GABA e serotonina) e derivati dell’indolo che influenzano l’asse intestino-cervello;
- i loro meccanismi d’azione includono la regolazione dei neurotrasmettitori (27,1%), la modulazione del microbiota intestinale (27,1%), la produzione di SCFA (16,9%) e il controllo delle risposte infiammatorie (15,3%);
- Lactobacillus plantarum, Bifidobacterium breve e Akkermansia muciniphila hanno dimostrato effetti particolarmente promettenti.