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Sessualità nella giovane dopo un tumore: le omissioni terapeutiche da evitare

Sessualità nella giovane dopo un tumore: le omissioni terapeutiche da evitare

23/11/2017

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano
Intervista rilasciata in occasione del XIX Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), Roma, 27-29 ottobre 2017

Sintesi del video e punti chiave

Sopravvivere a un tumore pone molte sfide a una giovane donna, anche sul piano della sessualità: e proprio in questo ambito si assiste spesso a ritardi diagnostici e terapeutici rispetto ai problemi indotti dalla radioterapia. Il risultato è che le opportunità di guarigione si riducono drasticamente e la paziente rischia di non recuperare una funzione sessuale soddisfacente.
In questo video, la professoressa Graziottin illustra:
- come, nonostante le conoscenze che abbiamo sull’azione protettiva del vaccino anti HPV, spesso le donne si ammalino di tumori da papillomavirus e ricevano una corretta diagnosi con molto ritardo;
- quali terapie sono richieste dalle forme di cancro più aggressive a carico del collo dell’utero, della vagina e dell’ano;
- che cos’è la vaginite attinica, e in che modo deve essere curata quando la donna non può essere sottoposta a terapie ormonali;
- l’importanza di inviare tempestivamente la giovane a un medico sessuologo specializzato in queste tematiche, in modo da avviare in tempo utile le cure farmacologiche e fisioterapiche.

Realizzazione tecnica di MedLine.TV

Parole chiave:
Cancro del collo dell'utero Dolore ai rapporti / Dispareunia Papillomavirus Sessualità femminile Tumori e linfomi

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