Mishra T, Pasnoor DS, Gandhi M, Mohamed N, Chauhan S, Adompreh-Fia K, Doshi KM, Sevella P, Desai R.
Interplay of menopause, coronary artery calcium score and cardiovascular disease risk
World J Cardiol. 2025 Nov 26;17(11):109627. doi: 10.4330/wjc.v17.i11.109627. PMID: 41356582; PMCID: PMC12678871
Esaminare l’interazione tra stato menopausale, livelli di calcio coronarico e salute cardiovascolare: è questo l’obiettivo della review coordinata da Tanisha Mishra, della University of Connecticut School of Medicine a Farmington Stati Uniti.
Le donne in post menopausa presentano un aumentato rischio di malattie cardiovascolari (Cardiovascular Diseases, CVD) perché la carenza di estrogeni esacerba i tradizionali fattori di rischio come la dislipidemia, l’intolleranza al glucosio e l’ipertensione. I livelli di calcio coronarico (Coronary Artery Calcium Score, CACS), un marcatore consolidato di aterosclerosi subclinica, è emerso come un fattore predittivo chiave di eventi cardiovascolari avversi. Nonostante la riconosciuta correlazione tra menopausa e aumento del rischio di malattie cardiovascolari, la letteratura che esplora il ruolo specifico della menopausa nell’influenzare il CACS, e le sue implicazioni per la morbilità e la mortalità cardiovascolare, rimane poco abbondante.
La ricerca è stata condotta su PubMed e Google Scholar, concentrandosi sugli studi che analizzavano la calcificazione coronarica nelle donne in post menopausa, includendo l’influenza di fattori quali la terapia ormonale sostitutiva, l’indice trigliceridi-glucosio, la densità minerale ossea, il metabolismo lipidico e la presenza del diabete di tipo 1.
L’elaborazione dei dati ha evidenziato modelli chiave, influenze metaboliche e i potenziali meccanismi che determinano la calcificazione coronarica in menopausa.
I risultati, in particolare, indicano che la menopausa contribuisce all’aumento della calcificazione coronarica attraverso molteplici vie, fra cui l’alterazione del metabolismo lipidico, l’insulino-resistenza e la rigidità arteriosa.
La menopausa precoce, inoltre, correla di per sé con una maggiore calcificazione coronarica e a un rischio cardiovascolare più elevato.
Sebbene la terapia ormonale sostitutiva sembri avere un effetto protettivo contro la calcificazione coronarica, sono necessarie ulteriori ricerche per chiarirne i benefici a lungo termine, e le controindicazioni.
Lo studio sottolinea quindi la necessità di una valutazione mirata del rischio cardiovascolare nelle donne in post menopausa, integrando il CACS con altri marcatori metabolici per migliorare la diagnosi precoce e la prevenzione delle malattie cardiovascolari in questa popolazione ad alto rischio.