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16/03/2008

La collera: basi neurobiologiche e "antidoti" naturali


Intervista alla Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Angela Pederiva
Sintesi dell'intervista e punti chiave

La collera: basi neurobiologiche e "antidoti" naturali

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La collera: basi neurobiologiche e "antidoti" naturali
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Sintesi dell'intervista e punti chiave

Nella vita di una coppia può capitare il litigio, il momento di rabbia, uno scatto di collera. Dopo, però, uomini e donne reagiscono diversamente. Lui tende a sciogliere la tensione cercando il rapporto sessuale. Lei, invece, subisce una drastica frenata del desiderio, soprattutto se le liti si ripetono nel tempo e la collera si accumula. Da cosa è determinato questo diverso atteggiamento? E cosa può fare la donna per dissipare la rabbia e recuperare la normale reattività sessuale? Entrambe le risposte traggono origine dalle basi neurobiologiche che sottendono il sentimento di collera e che fanno parte del “corredo” emotivo non solo degli esseri umani, ma di tutti gli animali superiori.
In questa intervista analizziamo innanzitutto le quattro emozioni fondamentali che regolano il nostro rapporto con l’ambiente:
- il desiderio (o impulso appetitivo), inteso non solo come stimolo sessuale, ma anche come bisogno di cibo, motivazione a ottenere quello che si desidera, capacità di affermazione. E’ legato al “sistema della ricompensa”, in base al quale tendiamo a ripetere le esperienze che ci regalano un picco di gratificazione;
- la collera-rabbia, che viene attivata ogni qualvolta un nostro bisogno o un nostro desiderio venga frustrato;
- l’ansia-paura;
- il panico con angoscia da separazione, il cui esempio più vistoso in natura è offerto dai pulcini che, allontanatisi un poco dalla chioccia, tornano di corsa da lei: un comportamento istintivo che li preserva dal rischio di esporsi ai predatori.
In parallelo a questa classificazione, analizziamo:
- il ruolo svolto dal testosterone nel modulare l’impulso appetitivo e la collera-rabbia. Il testosterone è l’ormone maschile per eccellenza, e negli uomini è dieci volte più alto che nelle donne. Questo spiega perché i maschi abbiano in generale un più forte desiderio fisico, siano più facili all’aggressività, fino ai comportamenti socialmente pericolosi, e tendano a placare la collera attraverso il rapporto. All’opposto, nella donna, la collera provoca una tensione permanente (soprattutto se la coppia litiga di continuo), con effetti negativi sul desiderio e la risposta sessuale;
- il collegamento tra livelli di estrogeni e gli impulsi di ansia-paura e di panico con angoscia da separazione: questa relazione spiega perché, dopo la pubertà, le donne siano più vulnerabili non solo all’ansia ma anche alle fobie, che si radicano nella sregolazione di un antico sistema legato all’angoscia di separazione;
- perché certi bambini siano più vulnerabili di altri all’angoscia da separazione, e quale sia il giusto approccio educativo per aiutarli a superare questo tipo di difficoltà;
- l’importanza del movimento fisico per eliminare, soprattutto nella donna, la tensione accumulata dopo un attacco di collera. La ragione sta nel fatto che ognuna delle emozioni fondamentali, e la collera in particolare, evoca un movimento fisico. Se questo viene inibito, come succede di più nelle donne, per educazione e repressione millenaria, la tensione trattenuta imbriglia il desiderio. Se invece viene assecondato e vissuto attraverso lo sport, l’organismo recupera equilibrio e serenità. Lo scarico delle energie negative può poi aiutare la coppia a ritrovare il dialogo, l’intimità affettiva e la voglia di costruire un progetto insieme.

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Parole chiave:
Collera-rabbia - Emozioni e fattori emotivi - Estrogeni, estradiolo, estriolo - Testosterone

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© 2007 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.