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Voce, lo strumento perfetto

29/04/2013

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

Nel comunicare, conta di più la voce o il contenuto di quello che si dice? Studi diversi confermano che il tono di voce è più efficace nel sedurre l’attenzione, e quindi la possibilità di ascolto e memorizzazione, che non i contenuti in sé. L’ultima ricerca, pubblicata sul “Journal of voice”, indica come voci troppo ansiose, con respiro affaticato o ansimante, stanche o dure, vengano associate a oratori passivi, agitati, ansiosi, deboli. In una parola perdenti – o comunque non meritevoli di ascolto – anche se autentici geni. Un altro studio, dai risvolti pragmatici per tutti coloro che lavorano in azienda (ma anche a contatto con il pubblico a vario titolo, politici in prima linea) è stato appena commentato sull’autorevole Wall Street Journal. I discorsi di 120 dirigenti d’azienda sono stati sottoposti a 1000 persone, perché ne giudicassero la capacità di comunicare. Il 23% degli ascoltatori ha individuato nel tono di voce l’elemento più persuasivo e solo l’11% ha indicato i contenuti.
Perché il tono di voce è così importante? Per molte ragioni: “it’s the feeling tone, honey”, (“questione di feeling, dolcezza”), come ben sanno i cantanti soul che della potenza seduttiva del tono emozionale della voce hanno fatto la chiave di un successo planetario. Il tono emotivo va a colpire l’emisfero destro, l’emisfero degli affetti, del cuore, delle emozioni, il contenuto logico va sull’emisfero sinistro, cognitivo. Nella memorizzazione, tutto ciò che ha un colore emotivo più caldo ha diritto di precedenza sui contenuti più “frigidi”, asettici, di una comunicazione puramente logica.
Che cos’ha di speciale la voce persuasiva ed attraente? Le vibrazioni della voce, per essere convincenti, richiedono un respiro calmo e profondo. Un’emissione vocale che sappia far risuonare l’aria non solo nelle parti basse dell’apparato fonatorio (laringe e corde vocali, per capirci), ma anche in quelle alte, i seni frontali e mascellari. E’ questo che contribuisce a un tono alto, chiaro, limpido e potente insieme. Quello che per i cantanti viene detto “il cantare in maschera”, cioè utilizzando anche quella formidabile e raffinata cassa di risonanza che è la parte anteriore delle ossa del volto, con le perfette cavità che la abitano. In tal modo la voce diventa più sonora, più ricca di colore, armonica, e ha una gamma tonale più estesa e vibrante: così corteggia l’udito e il cervello emozionale. In parte è un dono naturale, in parte può essere educata: per imitazione di genitori o altri familiari che usino la voce in modo competente e luminoso, o con studi specifici, che possono affinare anche la dizione e un uso consapevole delle pause, dei silenzi, e delle variazioni di volume e di velocità dell’eloquio.
Naturalmente, una voce ben educata è ancora più persuasiva se veicola contenuti di qualità. Il punto quindi non è “o la forma (la voce) o il contenuto”, ma affinare voce e contenuto. Tanto meglio se passione e competenza danno alla presentazione la forza che viene dalla verità, dalla sincerità e dall’onestà che abita il dire e i contenuti che lo abitano.
Si può migliorare la capacità personale di comunicare? Sì: cominciando fin da piccoli, se qualcuno ci legge a voce alta una fiaba, animando il racconto con tutte le variazioni vocali e sonore, come se fosse un testo teatrale. Più avanti, incoraggiando il bambino a leggere a sua volta a voce alta, arricchendo la voce di nuove vibrazioni. E ad esprimere quanto appreso a voce alta, con un adulto che lo ascolti, lo incoraggi, lo corregga con tenerezza. Grazie a questo ascolto e alla pratica continua, il bambino impara rapidamente, con i neuroni specchio, a modulare la voce come un magnifico strumento. L’educazione a saper parlare diventa naturale, senza più rozzezze, con un intrinseco potere persuasivo come l’educazione a saper vivere.
Non ultimo, la voce è la nostra carta d’identità sonora. Usarla con competenza può diventare strategico in tutti gli ambiti della vita. Dalle conversazioni amorose alla vita familiare, dalla professione al rapporto con i piccoli, la voce ben usata è uno strumento di gioia, di pacificazione, di entusiasmo, di seduzione, di conversione. Perché non coltivarla?

Ballo, musica e canto Comunicazione Voce

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