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Verginità oggi: un valore o un problema?

Verginità oggi: un valore o un problema?
09/03/2022

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

“Pensavo che la verginità fosse un valore. Non mi sono mai innamorata, perciò non ho mai avuto rapporti. Mi sono concentrata sullo studio e laureata. Ho un buon lavoro. Ora sogno una famiglia! Invece i ragazzi con cui sono uscita sono scomparsi, quando ho detto che non avevo mai avuto rapporti. Ho 30 anni. Cosa c’è in me che non va? E se mi facessi togliere la verginità chirurgicamente?”.
Brunella R. (Trento)
Gentile Brunella, lo scoglio non mi sembra sia quello fisico. La verginità anatomica, l’integrità dell’imene, è la punta dell’iceberg di una questione più delicata. L’imene è un residuo embrionale, quello che resta della fusione fra la vagina e i genitali esterni femminili, nei primi mesi di gravidanza. Ha avuto un’importanza culturale millenaria solo perché si trova in una posizione strategica, all’entrata vaginale, cosicché nella maggioranza delle donne è lacerato al primo rapporto completo.
In quasi tutte le culture, in cui la prima finalità della sessualità era la procreazione, la verginità della donna era considerata essenziale per garantire all’uomo di “essere il primo” e di avere la certezza sulla paternità dei figli. Oggi la sessualità è vissuta con motivazioni molto diverse. Si fa l’amore, o sesso, per divertirsi, provare piacere, giocare, sperimentare la propria seduttività, affermarsi nel gruppo degli amici, e amiche, per conoscersi. Tutte motivazioni ricreative o conoscitive, non procreative. Molti giovani, uomini e donne, vivono il progetto di famiglia con figli come prematuro, limitante, come un peso e non come un’opzione entusiasmante.
Cosa può pensare un uomo di fronte a una verginità tardiva? Forse teme troppa responsabilità. Teme di dover essere “l’uomo giusto”, di infilarsi in un destino forzato senza la leggerezza di un rapporto in cui ci si conosce fisicamente e sessualmente e poi si vede “come va”. Teme che la ragazza ancora vergine sia troppo chiusa, poco esperta, magari inibita. O che possa avere dei problemi.
Da ginecologa, le suggerirei di valutare se questo suo posporre il primo rapporto non copra un possibile “vaginismo”, un problema sessuale caratterizzato da fobia della penetrazione e da una variabile contrazione difensiva dei muscoli che circondano la vagina. Se poi ci fosse un imene rigido, sarà il medico a valutare l’opportunità di un’incisone chirurgica. Escluso o curato il vaginismo, se l’imene è normale, le suggerirei di non eliminarlo chirurgicamente, bensì di aspettare per viversi il primo rapporto in una bella e desiderata intimità. Nell’attesa, arte meravigliosa, cerchi di porre un po’ più di leggerezza nella sua vita: con un corso di ballo, musica, teatro, sport, per sciogliersi e assaporare il lato giocoso dell’esistenza, pur in coerenza con i suoi valori.
Abbia fiducia: ci sono uomini di qualità, con valori e sogni simili ai suoi. La vita può sempre sorprenderci! Basta saper aspettare, imparando a gustare con più leggerezza molte altre gioie, da sola e poi in coppia, prima di condividere la responsabilità, e la grande gioia, di veder crescere una bella famiglia. Auguri di cuore!

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