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Stupro: le mosse per reagire

22/04/2009

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

“Le scrivo perché penso che si debba fare di più per informare le donne su che cosa fare in concreto se hanno subito una violenza. Mia cugina ha avuto una doppia violenza: prima quella che ha subito quando è stata aggredita da due sconosciuti mentre rientrava a casa la sera tardi (è turnista), e la seconda perché alla fine le prove non erano sufficienti perché lei era corsa a casa e si era lavata per lo schifo, primo di andare in ospedale. Ci dia delle informazioni chiare perché di questo aspetto concreto si parla pochissimo”.
Caterina S. (Mestre)
E’ vero. Si parla poco di questi aspetti concreti che poi diventano dirimenti in caso di denuncia per poter avere giustizia. In questo senso la donna stessa può fare molto, se mai dovesse succederle una simile tragedia, seguendo questi consigli: innanzitutto, non lavarsi dopo la violenza. Il gesto di lavarsi, così comprensibile dal punto di vista umano, per togliersi di dosso, anche simbolicamente, l’oltraggio subito, va evitato assolutamente perché invece lava via anche le tracce di violenza, quali macchie di sangue e/o sperma, peli o capelli, frammenti di cute o sangue sotto le unghie, soprattutto, tutti materiali biologici essenziali per la perizia e l’identificazione dell’aggressore.

E' meglio andare subito al Pronto Soccorso?

Sì, perché più si tarda e più le prove possono diventare insufficienti. Quindi è autodifesa anche rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso, meglio ancora se presso un Centro Antiviolenza, dove il personale è specificamente preparato per raccogliere nel modo più accurato prove e documentazione. Al momento della visita, il medico redigerà un referto accurato che consiste in: visita medica generale; visita ginecologica; prelievo di muco vaginale per accertare la presenza di sperma, di materiale biologico per la prova del DNA, di eventuali germi patogeni. Bisogna tuttavia ricordare che molte infezioni hanno tempi di latenza diversi, per cui bisognerà fare poi molti controlli successivi, genitali e plasmatici, per escludere di aver contratto gonorrea, Chlamydia, sifilide, herpes, Papillomavirus, AIDS e altre ancora.
Se la donna è in età fertile, e si rivolge all’Ospedale subito dopo la violenza, è importante che venga considerato anche il rischio di un eventuale concepimento: la contraccezione d’emergenza diventa necessaria per scongiurare anche questa temibile possibilità. Per inciso, è necessario che la donna ci pensi subito e la richieda – al medico di famiglia o ad un ginecologo – anche nel caso in cui decida di non andare subito al Pronto Soccorso. La contraccezione d’emergenza ha infatti la massima efficacia nelle prime 24 ore dopo un rapporto a rischio di concepimento, qual è anche lo stupro.

Con la lunghezza dei processi italiani, come si fa a essere sicuri che tutto sia ben documentato?

E’ essenziale accertarsi che sul referto vengano descritte in modo accuratissimo tutte le lesioni subite, in modo sistematico: graffi, morsi, lacerazioni tessutali, lesioni ai denti, ma anche fratture o segni di percosse; lividi all’interno delle cosce, prova di una divaricazione forzata che non può essere confusa con i segni di un rapporto sessuale un po’ vivace tra consenzienti. La donna deve essere esaminata in piena luce, in modo che ogni lesione venga descritta, fotografata e riportata nella documentazione. E’ saggio non accettare un referto generico di “ecchimosi” o di “ferite lacero-contuse diffuse”: l’accuratezza è alleata di prove indiscutibili. Attenzione, fare un referto accurato non obbliga alla denuncia, ma per poter fare denuncia è essenziale avere il referto: più accurato è, maggiori sono le possibilità che le prove siano considerate inequivocabili. Solo così si può sperare di avere (tardiva) giustizia. Dobbiamo impegnarci anche per accelerare i tempi dei processi: auspicabilmente per direttissima, come fanno Paesi più giusti del nostro.

Prevenire e curare – Imparare ad autoproteggersi

- Non fermarsi più in intimità in luoghi bui o appartati;
- preferire per muoversi le ore e le vie più frequentate;
- fare attenzione a presenze sospette, nel dubbio chiamare la polizia;
- attenzione all’alcol, che abbassa nettamente la soglia di autoprotezione e ci rende più vulnerabili alle aggressioni anche da parte di conoscenti o pseudo amici.

Abuso sessuale: approfondimenti disponibili sul sito della Fondazione Alessandra Graziottin

Abuso, molestie, stalking, violenza sessuale e domestica

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