Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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16/10/2015

Sindrome premestruale: che cos'è, come si cura


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano


“Mia moglie ha 36 anni e soffre di sindrome premestruale: qualche giorno prima del ciclo diventa triste e irritabile, si arrabbia per ogni minima contrarietà, diventa intrattabile, persino con i nostri due bambini. E sta anche molto male sul piano fisico: la pancia le si gonfia, si sente sempre stanca e, cosa strana, ha molto più appetito del solito. Che cosa può fare per stare meglio?”.
Giovanni L. (Milano)

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Gentile signor Giovanni, con ogni probabilità sua moglie soffre di una forma severa di sindrome premestruale. E’ provocata dalle fluttuazioni dei livelli degli estrogeni che, immediatamente prima delle mestruazioni e in soggetti geneticamente predisposti, causano una caduta dei livelli di serotonina, il neurotrasmettitore più importante nella regolazione del tono dell’umore. Ecco perché ci si sente tristi e irritabili, anche di fronte alle piccole difficoltà quotidiane. Il terremoto ormonale e neurobiologico si ripercuote anche a livello fisico, con gonfiore addominale (l’intestino è ricchissimo di recettori per la serotonina), ritenzione idrica, aumento di peso, appetito disordinato (soprattutto per i cibi dolci o molto salati), sonno disturbato, astenia.

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Si manifesta allo stesso modo in tutte le donne?

No: la gravità della sindrome premestruale dipende dall’intensità dei disturbi e dal loro impatto sulla vita quotidiana. Sul piano clinico si distinguono tre livelli:
- lieve o media: interessa circa il 60-70 per cento delle donne. La donna si sente un po’ irritabile, nervosa, malinconica, ma il suo benessere psicofisico complessivo non risulta stravolto;
- grave: colpisce il 12-36 per cento delle donne, con sintomi decisamente più intensi;
- gravissima (sindrome disforica della fase luteale tardiva): è presente nel 3-8 per cento delle donne, secondo gli studi, e – come nel caso di sua moglie – la sintomatologia psichica è talmente pesante da creare problemi seri anche nella vita di relazione.

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Come si arriva alla diagnosi?

Per la diagnosi di sindrome premestruale i sintomi devono:
- essere ciclici e di limitata durata temporale;
- associarsi specificamente alla fase mestruale;
- causare forte stress e alterazioni invalidanti nella vita personale e professionale.
I sintomi, in altre parole, devono comparire una settimana-dieci giorni prima del flusso e risolversi completamente con le mestruazioni. E’ questa specifica periodicità a differenziare la sindrome premestruale dalla depressione, che ha un andamento costante nel tempo, e dalle forme bipolari, che hanno una periodicità non necessariamente legata al ciclo.

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In che modo si cura?

La sindrome premestruale va affrontata innanzitutto a livello di stili di vita:
- il movimento fisico aiuta a scaricare in modo sano le tensioni negative;
- in particolare nei giorni critici, si devono evitare i cibi salati, che aumentano la ritenzione idrica, e i cibi conservati, soprattutto in scatola, che contengono glutammato, una sostanza che aumenta l’irritabilità e la pressione arteriosa;
- sono sconsigliati anche l’eccesso di sale, gli alcolici, la caffeina e la teina, mentre fanno bene la frutta e la verdura, il pesce, i formaggi freschi;
- è fondamentale dormire almeno sette-otto ore per notte (la carenza di sonno sregola il ciclo, facilita la depressione e peggiora la sindrome premestruale) e ridurre il più possibile lo stress, coltivando piccoli spazi quotidiani di relax.

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E a livello medico?

La terapia medica più efficace è una pillola contraccettiva capace di limitare al minimo le variazioni ormonali, grazie alla costanza del livello di estrogeni, e con un progestinico che migliori l’umore. Quella che meglio risponde a questi requisiti è la pillola al drospirenone, nella formula 24+4 (24 giorni con i principi attivi e 4 di placebo). Il drospirenone, in particolare, agisce sul cervello stabilizzando la serotonina e aumentando il livello delle endorfine, le nostre molecole della gioia; inoltre ha un’azione leggermente diuretica che contrasta l’accumulo di liquidi e il conseguente aumento di peso.
Sul piano neurobiologico, sono preziosi i regolatori della ricaptazione della serotonina (SSRI), antidepressivi che regolano l’umore e gli scatti di collera. Se ne può usare una dose bassa (per esempio, 5 o 10 mg di paroxetina) nella prima metà del ciclo, aumentando poi a 20-30 mg o più nella seconda metà del ciclo, in particolare nella settimana critica. E’ sempre il medico curante a valutare comunque, caso per caso, il principio attivo e la dose più adeguati.

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Esistono anche rimedi naturali?

Sì, due. Il magnesio pidolato può contribuire a ridurre l’irritabilità: la dose consigliata è di 1500 mg al giorno. Inoltre è possibile assumere l’agnocasto: una compressa alla sera, per tutto il mese, favorisce la completa remissione dei sintomi nel 33% delle donne trattate e un miglioramento significativo in un altro 52-57%.

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Parole chiave:
Agnocasto - Alimentazione e dieta - Antidepressivi - Magnesio - Mestruazioni / Disturbi mestruali - Pillola al drospirenone - Sindrome premestruale - Sonno, insonnia e disturbi del sonno - Sport e movimento fisico - Stili di vita

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© 2015 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.