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Postare immagini intime su Internet: una moda pericolosa

14/10/2013

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

Tra giovani e giovanissimi è una mania: postare le proprie immagini intime. Lo trovavano eccitante, divertente, trasgressivo, “cool”. Per molti si tratta di un gioco senza conseguenze: che in realtà ci sono, anche gravi. E’ bene conoscerle, per non trovarsi poi in trappole da cui è difficile e imbarazzante districarsi.
L’entità e la gravità degli effetti dipende, anzitutto, dal tipo di foto e dalle motivazioni alla messa in rete: uno scatto ammiccante, ma senza esibizionismi intimi, non lascia usualmente esiti sgradevoli. I problemi cominciano quando le foto mostrano pose e dettagli inequivocabilmente sessuali. Una prima differenza la crea chi effettua il post. Sono la stessa ragazza o il ragazzo fotografati? O il/la partner? O amici presenti a qualche festa degenerata in orgia? Chi lo fa in prima persona, è mosso in genere da un’impennata di esibizionismo compiaciuto («guarda come sono sexy»), di narcisismo, di voglia di stupire e di mostrarsi più disinibita/o e trasgressiva/o degli altri. Come se il rango del proprio valore nel gruppo venisse determinato anche da questo tipo di comportamenti. La questione diventa più spinosa se le foto sono state messe in rete da partner o amici. Il soggetto fotografato è d’accordo a postarle? E il suo consenso è valido? Se la ragazza era ubriaca o drogata quando è stata fotografata, non può aver dato un consenso valido. O può essere stata “convinta” da un partner di età emotivamente più forte. Si può allora porre anche una questione legale di violazione di privacy perché si tratta di immagini intime personali.
Il boomerang emotivo, psichico e affettivo può essere pesantissimo. Anche perché le foto, come tutto il materiale messo in rete, sono potenzialmente eterne. Si può anche far pulizia sul web, ma se l’immagine è stata archiviata nei file personali di altri internauti, sarà lì a perenne memoria, e potrà essere rimessa in rete in qualsiasi momento. Come un virus per ora silente, ma sempre presente nell’organismo chiamato web e pronto a colpire.
In che modo? Le foto possono innescare nel gruppo, ma anche in sconosciuti che le intercettino in rete, emozioni diverse: desiderio, voglia di prendersi quel corpo offerto agli sguardi e al desiderio in modo inequivocabile. Possono stimolare molestie e abusi. Possono evocare disprezzo, o un giudizio morale pesante, dalla “ragazza facile” in giù. Possono creare zavorre pesanti in relazioni successive: perché possono attivare un’insidiosa gelosia retrospettiva, o comportamenti emulativi più estremi ancora. Possono devastare le relazioni con la famiglia di origine di un partner successivo, con cui magari, a distanza di anni, nasce il desiderio di metter su famiglia. Diventano un inquietante biglietto da visita anche sul fronte professionale: è sempre più frequente, oggi, che un potenziale datore di lavoro, prima di assumere, faccia fare anche un giretto, uno scouting, in internet, per vedere qual è il profilo di vita vera che il /la candidata ha in rete, al di là del curriculum. Immagini, situazioni e contesti possono far crollare una candidatura, anche con un curriculum discreto. Ancor più se le immagini suggeriscono di essere state scattate sotto effetto alcolico o di droghe. Perché il messaggio che passa è di inaffidabilità: una persona che non sa essere riservata su di sé, nemmeno negli aspetti più intimi, può essere seria, affidabile e riservata sul lavoro?
Ma dai, dirà qualcuno, ormai in internet si posta di tutto, nessuno ci fa più caso. Non è così: lo dimostrano i suicidi, e i tentati suicidi, di adolescenti, le cui foto sono state postate, che non hanno retto la vergogna, l’umiliazione, la derisione. Senza arrivare a questi estremi, c’è una conseguenza importante, trasversale, che tocca tutti quelli che postano, o lasciano postare, le proprie foto intime. In questo mostrarsi senza veli, a tutti, viene ucciso il senso del segreto, del mistero, dell’intimità amorosa che ama il silenzio, la notte, i sussurri, le emozioni invisibili che accendono l’amore e la passione esclusiva: afrodisiaci sottili e vulnerabili, sono difficili da ritrovare quando tutto è stato esibito, mostrato, banalizzato, sporcato.

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