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Covid: il profumo perduto delle bambine

Covid: il profumo perduto delle bambine
15/06/2021

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

Per gentile concessione di D La Repubblica
«La mia seconda bambina è nata l’anno scorso, il 22 febbraio 2020, la settimana prima del lockdown che ha bloccato in casa tutta l’Italia. Il primo giorno dopo il parto mi sentivo un po’ raffreddata: sentivo poco gli odori e il gusto della minestra era amaro, pessimo. Cibo di ospedale, ho pensato. Poi, a casa, mi sono resa conto che non sentivo nessun odore, nessun gusto. Meno di niente. Un disastro per me che vedo il mondo attraverso odori e profumi, fin da piccola. E’ stato uno shock quando ho realizzato che non sentivo l’odore delle mie piccole: della seconda, appena nata, il profumo non l’avevo sentito mai, nemmeno un minuto. Era come se fosse una bellissima bambolina, calda e tenera, ma senza profumo: neutra, non so come dire. Anonima, è la parola, se non mi facesse piangere il solo pensarlo. L’odore della prima l’avrei riconosciuto tra mille, dopo pochi giorni. La seconda, nel mio mondo di profumi non c’era. Al suo posto, un vuoto. In quel periodo nessuno parlava del Covid come di un nemico dell’olfatto e del gusto. E nemmeno si diceva quanto tempo ci sarebbe voluto per guarire. Il gusto è tornato dopo tre mesi, seppure molto distorto, e con una nota amara di fondo. L’olfatto zero. In più, la mucosa interna del naso era molto secca. Una sensazione fastidiosa, che non riuscivo ad alleviare con nulla».
«Lei ha già una bimba. Che differenze ha notato, dal punto di vista del profumo, nel suo rapporto con le piccole?».
«Sì, ho un’altra bimba, Sara, 4 anni da poco. Adoro il suo profumo, unico per me, fin da quando è nata: mi faceva sorridere e sentire subito la voglia di abbracciarla stretta e mettere il naso vicino alla sua testolina. Era un profumo stupendo, il migliore che abbia mai sentito. Penso che Sara abbia la stessa sensibilità. Il regalo della domenica è fare il sonnellino insieme, con lei che mi accarezza i capelli e mi dice: “Mamma è il più buon profumo del mondo!”. Il giorno in cui morirò, vorrei chiudere gli occhi con quella carezza e quel profumo».
«E con la piccola?».
«Con lei ho un senso di colpa tremendo. Mia mamma, e perfino Sara, mi dicono: “Ma non senti che è ora di cambiarle il pannolino? Non senti l’odore?”. No, non sento! Ho un brutto senso di distacco, di distanza, che cerco di non esprimere. Tanto nessuno lo capisce… Io invece sento una privazione grave, come un musicista costretto a vivere sordo, senza più musica».
«Non ha consultato un otorino o un neurologo?».
«Veramente due: il primo mi ha detto che non ci sono cure e che mi devo adattare. Tanto valeva non andarci. Il secondo mi ha dato del cortisone, che ha ridotto la secchezza della mucosa al naso. Poi è tornato tutto come prima, quando l’ho sospeso, dopo un mese».
«Fino a quando ha allattato la piccola… che si chiama?».
«Ah, sì, Daria, il nome l’ha scelto Sara. Ho allattato fino ad agosto».
«Da quando ha ripreso il ciclo non ha notato qualche cambiamento?».
«Urca, sì, adesso che me li fa associare. A settembre ho cominciato a sentire degli odori. Me lo ricordo perché avevamo fatto un barbecue a casa di amici in campagna: io sentivo odore di asfalto, ma almeno sentivo qualcosa tornare. Poi ho cominciato a sentire odori netti, come il caffè, ma sempre un po’ distanti, ritardati, lontani, come un’eco. Però tanta speranza dopo il buio!».
«Ho un’ottima notizia per lei, grazie ad altri casi che ho avuto: gli ormoni del ciclo, gli estrogeni, e il testosterone, che aumenta all’ovulazione, aiutano a recuperare il danno da Covid in tutto l’apparato olfattorio».
«Magari! E io cosa posso fare?».
«Le insegno degli esercizi di neuroriabilitazione, per allenare il recupero della memoria dei profumi. E aggiungiamo integratori come l’acido alfa lipoico e la palmitoiletanolamide, che aiutano a ridurre l’infiammazione delle cellule nervose e delle loro nutrici, le cellule gliali, che è alla base del problema. Il recupero sarà migliore. Così sentirà anche il profumo di Daria, che la aspetta…».
La giovane donna mi guarda intensa e scoppia in singhiozzi: «Il buio è finito».

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