Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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21/11/2012

Celiachia: attenzione alla salute dell'ovaio!


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Ho 35 anni e da 8 sono celiaca. Le scrivo perché sono furibonda. Possibile che in 8 anni nessuno, dico nessuno, mi abbia detto che correvo un serio rischio di andare in menopausa prima, proprio a causa della celiachia? Da sei mesi cerco un figlio che non viene, il ciclo salta, il test di gravidanza è negativo e scopro – tragedia! – che il mio ovaio si sta esaurendo. Mi avessero detto che avevo questo rischio avrei fatto altre scelte e certamente anticipato la ricerca del bimbo! Lo dica con chiarezza, così almeno tante altre donne celiache non avranno la mia amara sorpresa!”.
Tiziana F. (Imperia)

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Gentile signora, mi dispiace davvero che le sia arrivato questo fulmine a ciel sereno! Ha ragione: noi medici dovremmo informare con più chiarezza le nostre pazienti sul concreto rischio che la celiachia comporti un più precoce esaurimento dell’ovaio, con due conseguenze: infertilità, per la più rapida riduzione della “riserva ovarica”, ossia della quantità di ovociti, le cellule riproduttive femminili; e menopausa precoce, con tutti i sintomi relativi.
La celiachia (o morbo celiaco) è causata da un’intolleranza permanente alla gliadina, una sostanza contenuta nel glutine. Quest’ultimo è un insieme di proteine contenute nel frumento, nell’avena, nell’orzo, nella segale, nel farro, nel kamut e in altri cereali meno noti, come la spelta e il triticale. Nei soggetti affetti queste sostanze attivano uno stato infiammatorio cronico della parete intestinale e la produzione di autoanticorpi che attaccano i tessuti dell’intestino tenue, danneggiando progressivamente i villi e riducendo la superficie intestinale di assorbimento.
In Italia circa 600.000 persone sono affette da celiachia, con una prevalenza quasi tripla fra le donne. Purtroppo, quando il sistema immunitario comincia a “sbagliare bersaglio”, attaccando i propri tessuti con gli autoanticorpi, tende a sbagliare sempre di più. Ecco che allora, in corso di celiachia, possono comparire autoanticorpi contro la tiroide, causando ipotiroidismo, o contro l’ovaio, causando una rapida riduzione della cosiddetta “riserva ovarica”. Se il processo infiammatorio auto-anticorpale contro l’ovaio è all’inizio, qualche chance di gravidanza c’è ancora: gliela auguro di cuore!

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Prevenire e curare – Come valutare la riserva ovarica

Come sapere se l’ovaio è a rischio di esaurimento anticipato? E’ opportuno misurare:
- gli anticorpi anti-ovaio;
- l’inibina B e l’ormone anti mulleriano (AMH): prodotti dai follicoli ovarici, più sono bassi più indicano che l’ovaio è in riserva;
- le dimensioni delle ovaie, mediante ecografia trans-vaginale: più sono piccole e più indicano che il patrimonio di ovociti è già molto ridotto;
- i ormoni che stimolano l’ovaio, FSH ed LH, in 3°o 4° giornata del ciclo mestruale.
E’ poi indispensabile salvare gli ovociti residui (“crioconservazione”) in centri specializzati, se non è possibile cercare un figlio subito.

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Parole chiave:
Celiachia - Fertilità e infertilità - Menopausa precoce spontanea

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.