Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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01/11/2015

Stress in gravidanza e malattie infettive del neonato: uno studio norvegese


Graziottin A.
Stress in gravidanza e malattie infettive del neonato: uno studio norvegese
"Science News" - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse

Commento a:
Henriksen RE, Thuen F.
Marital quality and stress in pregnancy predict the risk of infectious disease in the offspring: the Norwegian Mother and Child Cohort Study
PLoS One. 2015 Sep 30; 10 (9): e0137304. doi: 10.1371/journal.pone.0137304. eCollection 2015

Verificare se e in quale misura l’insoddisfazione nella vita di coppia e gli eventi stressanti durante la gravidanza costituiscano un fattore predittivo di vulnerabilità del neonato alle infezioni nel primo anno di vita: è questo l’obiettivo dello studio di R.E. Henriksen e F. Thuen, del Centre for Evidence-Based Practice presso l’Università di Bergen, in Norvegia.
L’analisi è stata condotta su 74.801 bambini individuati attraverso il Norwegian Mother and Child Cohort Study condotto dall’Istituto di Salute Pubblica norvegese, e si è articolata in due fasi:
- nella trentesima settimana di gestazione, le donne hanno compilato un questionario sulla loro relazione di coppia e sugli eventuali eventi stressanti che le avevano colpite;
- nel questionario di follow up, somministrato un anno dopo il parto, le donne hanno indicato se i loro piccoli erano stati affetti da una serie predefinita di 32 malattie, tra le quali raffreddore, infezioni della gola, bronchite, virus respiratorio sinciziale (virus RS), polmonite, laringo-tracheo-bronchite, influenza intestinale, infezioni alle orecchie, congiuntivite e infezioni del tratto urinario.
I dati sono stati elaborati in base a due fasce di età: 0-6 mesi; 7-12 mesi.
Dall’analisi statistica dei risultati è emerso che:
- l’insoddisfacente vita di coppia e gli eventi stressanti in gravidanza sono significativamente associati a tutte le patologie individuate, nonché alla loro frequenza e varietà: hanno, in altre parole, un effetto immuno-depressivo sul neonato;
- dopo aver corretto i dati in base a fattori socioeconomici, supporto sociale fornito alla coppia, abitudini di fumo, allattamento al seno, depressione post parto, sesso del neonato e ricorso alle cure pediatriche, 29 delle 32 correlazioni permangono statisticamente significative.
Questi interessantissimi dati:
- confermano come la donna non sia semplicemente il “contenitore” della gestazione, ma influenzi con la propria vita biologica e psicoemotiva lo sviluppo del feto e la successiva esistenza del neonato;
- sottolineano l’importanza di corretti stili di vita e di una relazione serena e soddisfacente con il partner;
- forniscono utili indicazioni per la prevenzione delle malattie pediatriche nei primissimi mesi di vita.

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