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Profilassi antibiotica in ostetricia e ginecologia: linee guida a confronto

09/01/2026

Profilassi antibiotica in ostetricia e ginecologia: linee guida a confronto
“Science News” - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse
Commento a:
Giouleka S, Tsakiridis I, Chalkia-Prapa EM, Katzi F, Liberis A, Michos G, Kalogiannidis I, Mamopoulos A, Dagklis T.
Antibiotic prophylaxis in obstetrics and gynecology: a comparative review of guidelines
Obstet Gynecol Surv. 2025 Mar;80(3):186-203. doi: 10.1097/OGX.0000000000001371. PMID: 40080893

La somministrazione profilattica di antibiotici in ostetricia e ginecologia fornisce un contributo significativo alla prevenzione della morbilità infettiva materna e neonatale. In questo contesto, la review descrittiva curata da Sonia Giouleka e collaboratori, del Terzo dipartimento di Ostetricia e Ginecologia presso l’Università Aristotele di Tessalonica (Grecia), analizza e confronta le linee guida più recenti pubblicate sull’argomento.
Lo studio è stato condotto sulle linee guida di:
  • American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG);
  • Society of Obstetricians and Gynaecologists of Canada (SOGC);
  • Royal Australian and New Zealand College of Obstetricians and Gynaecologists (RANZCOG).
Queste le considerazioni di sintesi emerse dalla revisione:
  • fra le linee guida esaminate vi è consenso sull’importanza della profilassi antibiotica prima del parto cesareo, dell’isterectomia, della colporrafia e dell’aborto indotto chirurgicamente, sulla scelta ottimale degli antibiotici e sul momento della somministrazione, nonché sulle indicazioni per dosi aumentate e aggiuntive. Le cefalosporine di prima generazione sono raccomandate all’unanimità come antibiotici di prima linea;
  • tutte le linee guida esaminate raccomandano la profilassi antibiotica in caso di rottura pretermine delle membrane prima del travaglio, mentre sconsigliano l’uso di routine di antibiotici in caso di travaglio pretermine attivo con membrane intatte o posizionamento di cerchiaggio cervicale;
  • vi è inoltre un consenso generale sul fatto che la profilassi antibiotica non debba essere somministrata per procedure isteroscopiche e laparoscopiche senza accesso all’intestino o alla vagina; e nemmeno per biopsia endometriale, per inserimento di dispositivi intrauterini o per interventi chirurgici di escissione di tessuto cervicale;
  • le linee guida prese in esame concordano infine sul fatto che le donne sottoposte a istero-salpingografia debbano ricevere un ciclo di antibiotici solo in caso di anomalie delle tube di Falloppio o di anamnesi di malattia infiammatoria pelvica;
  • al contrario, non c’è convergenza sulla necessità di profilassi antibiotica in caso di lesioni ostetriche dello sfintere anale, parto vaginale operativo e aborto precoce;
  • infine, secondo l’American College of Obstetricians and Gynecologists gli antibiotici non dovrebbero essere somministrati di routine per il prelievo degli ovociti e il trasferimento degli embrioni.
In conclusione
Le complicanze infettive conseguenti a procedure ostetriche e ginecologiche contribuiscono in modo significativo alla morbilità e alla mortalità, rendendo la profilassi antibiotica un aspetto cruciale dell’assistenza pre-operatoria. Tuttavia, l’abuso di antibiotici dovrebbe sempre essere evitato. Pertanto, appare di fondamentale importanza lo sviluppo di protocolli internazionali coerenti per l’uso appropriato degli antibiotici nella pratica quotidiana, al fine di massimizzarne i benefici e minimizzarne gli effetti avversi (fra questi, le disbiosi persistenti a livello del microbiota intestinale, vaginale, vescicale e perineale sono tra i più temibili e tutt’ora sottovalutati, con conseguenze anche gravi a breve e lungo termine).

Parole chiave:
Chirurgia ginecologica Linee guida cliniche Ostetricia Profilassi antibiotica

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