Ukraincev NI, Kashutina MI, Kasatkina LI, Abduraimov AB, Zhernov YV.
Mammary gland microbiota in benign breast diseases
Int J Mol Sci. 2025 Oct 13;26(20):9951. doi: 10.3390/ijms26209951. PMID: 41155245; PMCID: PMC12562291
Il microbioma umano (composto da batteri, virus, funghi e archei) svolge un ruolo cruciale nel mantenimento della salute e nello sviluppo di numerose patologie. Mentre l’associazione fra microbioma e tumori del seno è ampiamente studiata, le patologie benigne della mammella costituiscono un gruppo eterogeneo di condizioni spesso trascurate dal punto di vista microbiologico.
In questo contesto, la review coordinata da Nikita I. Ukraincev, del Loginov Moscow Clinical Scientific Center (Russia), si propone di consolidare le conoscenze sulla composizione, l’origine e i meccanismi funzionali del microbiota della ghiandola mammaria nel contesto delle patologie benigne della mammella (PBM), valutandone il potenziale come bersaglio diagnostico e terapeutico.
La formazione del microbiota mammario avviene attraverso:
- percorsi esogeni: includono la via cutanea (traslocazione dalla superficie della pelle), la via di traslocazione retrograda attraverso i dotti galattofori (influenzata dall’allattamento), e percorsi artificiali o iatrogeni legati a interventi medici;
- percorsi endogeni: il più rilevante è il percorso enteromammario, nel quale i microbi intestinali e orali vengono trasportati alla ghiandola mammaria tramite cellule immunitarie; sono ipotizzate anche vie uro-genitali e linfo-ematogene.
- metabolismo degli estrogeni: l’estroboloma è l’insieme dei germi che influenzano i livelli sistemici e locali di estrogeni, modulando i processi proliferativi;
- immunomodulazione: i germi regolano l’infiammazione cronica e l’immuno-sorveglianza locale;
- modificazioni epigenetiche: il microbiota può influenzare la metilazione del DNA e l’acetilazione degli istoni, alterando la crescita cellulare.
- mastite granulomatosa: è caratterizzata in modo distintivo dall’arricchimento di Corynebacterium kroppenstedtii;
- fibroadenomi: sono associati alla presenza di Staphylococcus aureus e del Papillomavirus umano (HPV), quest'ultimo rilevato nel 38,9% dei casi;
- cisti mammarie: correlano con alterazioni del microbiota intestinale, e in particolare con l’aumento della famiglia Alcaligenaceae;
- mastite da allattamento: il patogeno principale è lo Staphylococcus aureus, ma possono essere coinvolti anche streptococchi e Pseudomonas aeruginosa;
- complicanze post-operatorie: la contrattura capsulare dopo mastoplastica additiva è spesso legata a biofilm di Staphylococcus epidermidis e Cutibacterium acnes;
- linfoma anaplastico a grandi cellule (BIA-ALCL): è stata rilevata la presenza di Staphylococcus saprophyticus e del genere Ralstonia in associazione ai biofilm sulle protesi.
Infine, nelle pazienti con PBM sussiste una chiara alterazione del microbiota intestinale: rispetto ai controlli sani, si osservano in particolare un aumento di generi come Clostridium e Faecalibacterium, e una diminuzione di Collinsella e Alistipes.
Conclusioni
- ai bassi valori di biomassa: il tessuto mammario contiene pochi microbi, rendendone difficile l’analisi e aumentando il rischio di contaminazioni;
- ai rapporti di causalità: non è ancora chiaro se la disbiosi locale sia causa o conseguenza delle patologie benigne;
- alla mancanza di standardizzazione: i protocolli di campionamento e sequenziamento variano significativamente fra i diversi studi.
- diagnosi basate su biomarcatori microbici per differenziare i sottotipi benigni;
- nuove strategie terapeutiche personalizzate per ripristinare l’omeostasi microbica.