Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
Condividi su
24/11/2019

Obesità: effetti negativi sulla memoria di lavoro delle donne


Graziottin A.
Obesità: effetti negativi sulla memoria di lavoro delle donne
“Science News” - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse

Commento a:
Yang Y, Shields GS, Wu Q, Liu Y, Guo C.
Obesity is associated with poor working memory in women, not men: findings from a nationally representative dataset of U.S. adults
Eat Behav. 2019 Dec; 35: 101338. doi: 10.1016/j.eatbeh.2019.101338. Epub 2019 Oct 31

Valutare se il negativo impatto dell’obesità sulla memoria di lavoro differisca fra uomini e donne: è questo l’obiettivo dello studio coordinato da Yingkai Yang, ed espressione del Research Center of Mental Health Education presso la Southwest University di Chongqing (Cina) e del Dipartimento di Psicologia dell’Università della California a Davis (Stati Uniti).
Evidenze crescenti indicano che l’obesità riduce le prestazioni della memoria di lavoro (o memoria a breve termine, quella che viene utilizzata in ogni istante per svolgere le normali attività della vita quotidiana). Sinora, tuttavia, non era chiaro se l’impatto fosse differente tra uomini e donne.
Lo studio sino-americano contribuisce a risolvere questo dubbio. La ricerca si basa su dati provenienti dalla “Wave IV” del National Longitudinal Study of Adolescent to Adult Health (N = 4769, età media = 29 anni). L’analisi dei dati ha confermato che l’obesità influisce sulla memoria di lavoro, ma questa correlazione è stata osservata solo nelle donne.
Le strategie di riduzione dell’obesità dovrebbe quindi essere personalizzate anche in base al sesso, non solo perché l’indebolimento della memoria a breve termine compromette gravemente la qualità della vita quotidiana, ma anche perché il buon funzionamento di questa forma di memoria influisce sull’aderenza al percorso di dimagrimento.
Ma è importante capire anche perché si determini questa differenza di genere. Il più grave impatto potrebbe essere dovuto a una maggiore vulnerabilità della donna all’infiammazione che caratterizza l’obesità, e alla neuroinfiammazione che ne consegue. Un secondo importante tema da approfondire è rappresentato dalla reversibilità del danno, sia attraverso terapie finalizzate alla riduzione dell’obesità, sia attraverso trattamenti neurologici mirati a ripristinare la capacità di funzionamento della memoria di lavoro.

top


© 2019 - Prof. Alessandra Graziottin

FAIR USE: Il contenuto di questo lavoro è a libera disposizione per il download, la stampa e la lettura a titolo strettamente personale e senza scopo di lucro. Ogni citazione per finalità didattiche e/o scientifiche dovrà riportare il titolo del documento, il nome dell'autore (o degli autori), i dati del libro o della rivista da cui il lavoro è tratto, e l'indirizzo del sito (www.alessandragraziottin.it).

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.