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Emergenza cannabis: l’uso nell’adolescenza correla con gravi conseguenze psichiatriche in età adulta

07/06/2020

Emergenza cannabis: l’uso nell’adolescenza correla con gravi conseguenze psichiatriche in età adulta
“Science News” - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse
Commento a:
Gobbi G, Atkin T, Zytynski T, Wang S, Askari S, Boruff J, Ware M, Marmorstein N, Cipriani A, Dendukuri N, Mayo N.
Association of cannabis use in adolescence and risk of depression, anxiety, and suicidality in young adulthood: a systematic review and meta-analysis
JAMA Psychiatry. 2019 Apr 1; 76 (4): 426-434. doi: 10.1001/jamapsychiatry.2018.4500

Verificare in che misura l’uso di cannabis nell’adolescenza si associ al rischio di depressione, disturbi d’ansia e tendenza al suicidio in età adulta: è questo l’obiettivo dello studio coordinato da Gabriella Gobbi, ed espressione della McGill University di Montreal, Canada, della Rutgers University a Camden, New Jersey (USA), e del Warneford Hospital di Oxford, Regno Unito.
La cannabis è la droga più diffusa, a livello mondiale, fra gli adolescenti. Ricordiamo che da questa pianta si possono estrarre due differenti sostanze psicoattive: la marijuana, dai fiori femminili, e l’hashish, dalla resina.
La review è stata condotta su Medline, Embase, CINAHL, PsycInfo, e Proquest Dissertations and Theses, dalle rispettive date di fondazione al gennaio 2017. In particolare, si sono ricercati studi longitudinali e prospettici sull’uso di cannabis prima dei 18 anni e sul conseguente sviluppo di una depressione maggiore fra i 18 e i 32 anni.
Questi, in sintesi, i risultati:
- sono stati presi in esame 3142 articoli, 11 dei quali hanno pienamente soddisfatti i criteri di inclusione, per un totale di 23.317 individui;
- gli adolescenti che fanno uso di cannabis hanno in età adulta, rispetto ai controlli, una maggiore probabilità di soffrire di depressione maggiore (OR 1.37, 95% CI, 1.16-1.62; I2 = 0%), di sviluppare ideazione suicidaria (OR 1.50, 95% CI, 1.11-2.03; I2 = 0%) e di tentare il suicidio (OR 3.46, 95% CI, 1.53-7.84, I2 = 61.3%).
Anche se queste indicazioni andrebbero confermate da più ampi studi prospettici, esse sono estremamente preoccupanti e confermano come il consumo di sostanze stupefacenti, indipendentemente dall’ideologica e anti-scientifica distinzione fra droghe pesanti e droghe leggere, rappresenti, soprattutto fra i più giovani, un’emergenza sanitaria di primaria importanza.
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