Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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23/03/2014

Donne veterane: fattori predittivi di aderenza alla contraccezione ormonale


Graziottin A.
Donne veterane: fattori predittivi di aderenza alla contraccezione ormonale
"Science News" - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse

Commento a:
Kazerooni R, Takizawa A, Vu K.
Predictors of adherence to hormonal contraceptives in a female veteran population
Contraception. 2013 Dec 26. pii: S0010-7824(13)00752-X. doi: 10.1016/j.contraception.2013.12.009. [Epub ahead of print]

Identificare i più importanti fattori predittivi di aderenza alla contraccezione ormonale fra le veterane delle forze armate: è questo l’obiettivo dello studio retrospettivo di R. Kazerooni e collaboratori, del Veterans Affairs San Diego Healthcare System e della Skaggs School of Pharmacy and Pharmaceutical Sciences della Università della California a San Diego, Stati Uniti.
L’aderenza all’uso dei contraccettivi ormonali, a differenza di quella ad altri farmaci di elevato valore, non è mai stata studiata in modo approfondito: identificarne i fattori predittivi può aiutare a formulare le più opportune politiche di incentivazione e ridefinire i benefit esistenti.
Lo studio copre il periodo compreso fra il 1° aprile 2010 e il 31 marzo 2012. Ciascuna donna è stata seguita per un anno a partire dalla data in cui la contraccezione ormonale le è stata prescritta per la prima volta. L’aderenza è stata definita come un utilizzo del farmaco non inferiore al 90%. Il reddito familiare è stato valutato in base alla quantificazione americana corrente (inutile specificare di più) e suddiviso in quintili (il quintile 1 corrisponde al reddito più basso).
Complessivamente sono state studiate 805 donne: la maggioranze delle partecipanti è di razza bianca (62.2%) e ha ricevuto gratuitamente il contraccettivo per un periodo di tre mesi (87.6%).
Sono risultate predittive di una maggiore aderenza queste tre variabili indipendenti:
- una somministrazione gratuita di durata di 3 mesi (3 cicli) rispetto a una somministrazione di 1 mese soltanto (OR 1.79, 95% CI 1.03-3.13), perché questo riduce il numero di volte in cui richiederlo al medico, anche se il contraccettivo gratuito;
- l’appartenenza al gruppo di età di 40-45 anni contro l’appartenenza al gruppo di età di 18-24 anni (OR 2.57, 95% CI 1.16-5.70): l’età maggiore si associa a maggiore affidabilità, responsabilità e quindi regolarità di assunzione;
- il maggior reddito, e in particolare l’appartenenza al quintile 3 (OR 1.96, 95% CI 1.16-3.29), al quintile 4 (OR 1.77, 95% CI 1.06-2.98) e al quintile 5 (OR 1.75, 95% CI 1.03-2.98) rispetto al quintile 1. Maggiore è il reddito, maggiori sono in genere titolo di studio e cultura, adesione razionale alla scelta contraccettiva, senso di responsabilità verso la propria vita.
Le seguenti variabili risultano invece associate a una minore aderenza:
- essere all’inizio della contraccezione rispetto all’essere un’utilizzatrice continuativa (OR 0.25, 95% CI 0.18-0.37), perché è più facile l’abbandono del metodo all’inizio dell’utilizzo, mentre chi la utilizza da tempo è fedele al metodo perché soddisfatta;
- l’avere ricevuto la prescrizione dal ginecologo anziché dal medico di famiglia (OR 0.60, 95% CI 0.38-0.95), forse per la minore consuetudine a un rapporto continuativo;
- l’essere di peso elevato (OR 0.40, 95% CI 0.17-0.94): questa variabile si associa infatti a stili di vita inappropriati, peggiore alimentazione, più probabili carenze vitaminiche e di oligoelementi che aumentano il rischio di effetti collaterali.
Gli Autori concludono osservando come l’aderenza alla contraccezione ormonale delle donne veterane sia inferiore ai livelli ottimali. Una fornitura gratuita di 3 mesi sembra essere una strategia per migliorarla. In parallelo, si dovrebbero mettere a punto politiche di incentivazione indirizzate alle fasce socio-economiche più basse e alle donne che iniziano la contraccezione ex novo.

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