Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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15/11/2015

Adolescenti e vaccino anti HPV: un'opportunità educativa


Graziottin A.
Adolescenti e vaccino anti HPV: un’opportunità educativa
"Science News" - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse

Commento a:
Clark SJ, Cowan AE, Filipp SL, Fisher AM, Stokley S.
Association of older sister's HPV vaccination status on HPV vaccine receipt by adolescents
J Am Board Fam Med. 2015 Nov-Dec; 28 (6): 816-8. doi: 10.3122/jabfm.2015.06.150161

Identificare nuove vie per rendere più efficace la comunicazione dei medici di famiglia nei confronti degli adolescenti in tema di vaccinazione anti Papillomavirus: è questo l’obiettivo dello studio di S.J. Clark e collaboratori, della “Child Health Evaluation and Research Unit”, presso l’Università del Michigan ad Ann Arbor, Stati Uniti.
I tassi di vaccinazione americani contro l’HPV sono ancora insoddisfacenti: nel 2012, l’85% dei ragazzi di età compresa fra i 13 e i 17 anni era vaccinato contro il tetano, la difterite e la pertosse, mentre solo il 54% delle femmine e il 21% dei maschi lo era contro il Papillomavirus. Fra le cause di questa insufficiente copertura spiccano le scarse informazioni a disposizione dei genitori, la convinzione che il vaccino incoraggi un’attività sessuale precoce e il costo del prodotto.
Lo studio è stato condotto con un sondaggio on line che ha coinvolto 1653 genitori, per un totale di 2511 adolescenti di età compresa fra i 9 e i 17 anni. Per ciascun adolescente sono stati verificati:
- il numero di dosi di vaccino assunte sino a quel momento (da zero al totale raccomandato dalle autorità sanitarie);
- la presenza o meno di fratelli e sorelle maggiori vaccinati o meno.
Dall’analisi dei dati è emerso che:
- 768 adolescenti avevano almeno una sorella di età compresa fra i 10 e i 26 anni;
- la vaccinazione di una sorella maggiore aumenta la probabilità di vaccinazione della sorella o del fratello minore;
- al contrario, la non vaccinazione della sorella maggiore è altamente predittiva della non vaccinazione della sorella o del fratello minore; la percentuale di mancata copertura supera anche quella relativa ai figli unici.
La vaccinazione delle sorelle maggiori rappresenta dunque un prezioso elemento anamnestico in grado di orientare la strategia comunicativa del medico nei confronti delle sorelle e dei fratelli minori, e al tempo stesso costituisce un fattore di esempio – positivo o negativo – molto potente all’interno della famiglia. Questi dati confermano inoltre quanto era già noto in tema di contraccezione, e cioè che le figure di riferimento – fratelli e sorelle, padri e madri, ma anche insegnanti e allenatori – sono molto importanti, e talvolta decisive, nell’orientare le scelte di autoprotezione dei giovanissimi.

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