Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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23/03/2008

Piercing: istruzioni per l'uso - Prima parte


Intervista alla Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

A cura di: Angela Pederiva
Sintesi dell'intervista e punti chiave

Piercing: istruzioni per l'uso - Prima parte

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Piercing: istruzioni per l'uso - Prima parte
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Sintesi dell'intervista e punti chiave

Piercing, sì o no? E’ uno dei più accesi motivi di discussione fra genitori e figli, specialmente quando si avvicina l’estate. Gli anellini al naso, alle orecchie, sulla lingua fanno male o sono innocui? E’ vero che, posti sui genitali, aumentano il piacere sessuale? Ed è giusto portarli solo perché “tutti fanno così”? Le risposte a queste domande non sono univoche: in certi casi il piercing rimane un vezzo innocente, un piccolo ma significativo “rito” di passaggio; in altri casi, i rischi per la salute possono essere molto gravi. Tutto dipende da chi lo applica, come lo applica, con quali strumenti e in quali parti del corpo. E dalle ragioni, anche inconsce, che spingono a farlo. Il piercing, infatti, è un fenomeno sempre più diffuso: oggi, in Italia, il 20.3 per cento degli adolescenti fra i 12 e i 18 anni ne sfoggia almeno uno. Si tratta quindi di una tendenza da capire e valutare, soprattutto per mettere in guardia i nostri figli contro gli eventuali pericoli.
In questa intervista analizziamo:
- le motivazioni che muovono al piercing: per i più giovani significa abbellire il proprio corpo, distinguersi dagli altri, ma anche segnare un primo distacco dalla famiglia; per le coppie può essere un segno di appartenenza reciproca; spesso, purtroppo, è anche il simbolo di un abuso subìto, quasi una metafora metallica del trauma che ha segnato l’anima per sempre;
- il presunto legame fra piercing sui genitali e piacere sessuale: va detto con chiarezza che si tratta di una leggenda metropolitana, e che nessun effetto diretto è mai stato dimostrato;
- i pericoli per la salute nel caso in cui il piercing non sia praticato in condizioni igieniche perfette: infezioni anche molto gravi (epatite B e C, AIDS, tetano), danni anatomici permanenti, dolore, danni funzionali. Il piercing sulla lingua, per esempio, se viene fatto in modo inappropriato, può provocare piaghe da decubito, sanguinamento, perdita della sensibilità e del gusto, difficoltà di masticazione e fonazione, danni ai denti e alle gengive;
- il sottile confine fra moda e ossessione: uno o due anellini vanno bene, ma se sono troppi diventano il sintomo di un autoaggressività che va compresa nel suo significato profondo;
- l’età giusta per farlo: se la motivazione è sana, giocosa, qualsiasi momento va bene. Ma va ricordato che, per i minorenni, occorre il consenso dei genitori;
- la regola tassativa da seguire per evitare guai: rivolgersi sempre a piercer esperti, possibilmente certificati dalle associazioni di categoria, che operino in un ambiente pulito e facciano uso di guanti sterilizzati, e aghi sterilizzati e monouso.

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Parole chiave:
Adolescenti e giovani - Piercing e tatuaggi


© 2007 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.