Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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31/05/2012

Disturbo del desiderio ipoattivo: quando è un sintomo secondario a un problema di lui


Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano
Disturbo del desiderio ipoattivo: quando è un sintomo secondario a un problema di lui

Sintesi del video e punti chiave

Il disturbo da desiderio ipoattivo è un problema importante non solo sul piano epidemiologico, ma anche dal punto di vista della struttura consequenziale della risposta sessuale femminile: il desiderio è infatti il punto di partenza di una complessa serie di eventi che portano all’orgasmo e, attraverso un processo di rielaborazione psico-emotiva dell’esperienza vissuta, rialimentano il desiderio stesso.
L’urologo può incontrare questo problema quando la donna è partner di un uomo che soffra di una disfunzione erettile: in questo caso il problema femminile è secondario a quello maschile. In altre parole, la donna è portatrice del sintomo mentre l’uomo ne è l’induttore.
Quali fattori clinici vanno tenuti presenti in questi casi? Quali sono le condizioni che garantiscono la massima probabilità di guarigione per entrambi?
In questo video, la professoressa Graziottin illustra:
- come le disfunzioni del desiderio includano non solo il disturbo da desiderio ipoattivo, ma anche il disturbo da avversione sessuale;
- perché, pur essendo relativamente rara, l’avversione sessuale è una problematica rilevante dal punto di vista clinico;
- perché la disfunzione erettile maschile può portare a un appannamento del desiderio nella partner;
- le conseguenze della caduta del desiderio sulle altre componenti della funzione sessuale femminile;
- perché il tempo è un fattore critico per curare entrambi con efficacia.

Per gentile concessione di MedLine.TV

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Parole chiave:
Avversione sessuale - Disturbi dell'erezione / Disfunzione erettile - Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo


© 2012 - Prof. Alessandra Graziottin

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.