Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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06/06/2007

Le vostre domande sul vaccino contro il Papillomavirus


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

L'anti Papillomavirus può prevenire disturbi e malattie. E' efficace in 9 casi su 10 e gratuito fino ai 16 anni. Oltre è comunque utile farlo. Purché non si sia entrate in contatto con l'agente virale.

“Ho letto con grande interesse i suoi articoli sul Papillomavirus: ho due bambine di 12 e 14 anni, e quindi voglio capire bene tutti i vantaggi, ma anche eventuali rischi, per la loro salute, su cui invece non ho letto nulla. Le chiedo: è sicuro, il vaccino? Funziona sempre? Bisogna fare dei richiami? Può avere degli effetti collaterali? Mia figlia piccola ha avuto recentemente una lunga influenza e allora mi è sorto anche questo dubbio: in quali condizioni è meglio non vaccinare e aspettare? Sono sicura che molte altre mamme hanno i miei stessi dubbi...”.
Rosanna T. (Trento)

“Ho 29 anni, non ho ancora avuto rapporti per scelta, perché non ho ancora trovato l’uomo giusto per me. Anche se sono avanti con gli anni, posso vaccinarmi ancora?”.
Donata R. (Oristano)

“Ho sentito dire che se si sono già avuti rapporti sessuali, il vaccino non serve più. E’ vero? Io ho sempre usato il profilattico e il mio pap-test è perfetto. Ho 25 anni, è troppo tardi per me?”.
Martina (Gorizia)

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Rispondo molto volentieri perché l’argomento è attualissimo e le domande delle gentili lettrici sono in effetti le più importanti al momento della decisione pratica non solo di quando vaccinare e perché, ma anche di eventuali rischi o limiti del vaccino. Ricordo che il vaccino tetravalente, contro il Papillomavirus, entrato da poco in commercio, è “preventivo”. Consente di evitare l’infezione dai Papillomavirus, dei ceppi 6 e 11, responsabili del 90 per cento delle verruche veneree o condilomi genitali (lesioni fastidiose ma benigne) e dei ceppi 16 e 18, responsabili invece del 70 per cento dei carcinomi maligni del collo dell’utero. Va effettuato quindi in chi non abbia ancora incontrato il virus: ecco perché il Ministero della Salute ha previsto la vaccinazione gratuita per le adolescenti italiane tra i 12 e i 16 anni. Tuttavia, è certamente utile vaccinarsi anche dopo quell’età se, come è il caso di Donata, non si sono ancora avuti rapporti, o come Martina, li si è sempre avuti protetti e quindi, presumibilmente, non si è comunque mai entrate in contatto con il virus. L’unica differenza è che, dopo i 16 anni, il costo della vaccinazione è a carico della donna.

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Il vaccino è sicuro, funziona al 100 per cento?

No, funziona al 90 per cento. Non vi sono ancora in particolare dati disponibili riguardo all’impiego del vaccino nei soggetti con una risposta immunitaria ridotta. I soggetti con un’inadeguata risposta immunitaria, dovuta all’impiego di una forte terapia immunosoppressiva, ad un difetto genetico, ad infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV), o ad altre cause, possono non rispondere al vaccino. Si tratta comunque di situazioni molto particolari: per fortuna la vasta maggioranza delle nostre adolescenti è sanissima e può fare il vaccino contando su una ottima probabilità di immunizzazione efficace.

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È possibile che si verifichino effetti collaterali?

Sì, è una giustissima domanda, spesso trascurata. Come per tutti i vaccini, si possono verificare effetti collaterali, modesti e di breve durata. I più frequenti, che sono presenti in circa l’1 per cento delle persone vaccinate, includono febbricola, rossore, dolore, gonfiore ed eventualmente prurito al punto di iniezione. Molto più raramente, con frequenza inferiore all’1 per cento, sono stati descritti broncospasmo e reazioni orticarioidi cutanee, di breve durata. Infine, ci possono essere rari casi di risposta allergica al vaccino o agli eccipienti. Se una ragazza sviluppa sintomi indicativi di ipersensibilità dopo aver ricevuto una dose di vaccino, non ne deve ricevere dosi ulteriori. In ogni caso è sempre opportuno segnalare qualsiasi sintomo intercorrente al medico che ha effettuato l’iniezione intramuscolare di vaccino sul muscolo deltoide (ossia sul braccio).
Quanto alla giusta preoccupazione della Signora Rosanna, il consiglio clinico è lo stesso per tutti i vaccini: è meglio rimandare la somministrazione del vaccino in caso di malattie febbrili, specie se gravi o in fase acuta. Tuttavia la presenza di un’infezione minore, come un raffreddore, una lieve infezione del tratto respiratorio superiore o un lieve rialzo febbrile, non rappresentano, secondo gli esperti, una controindicazione all’immunizzazione.

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Ho 29 anni. Posso ancora sottopormi al vaccino o non funziona più?

Il vaccino funziona ad ogni età, purché la donna non sia ancora entrata in contatto con i Papillomavirus dei ceppi 6, 11, 16 e 18. Si tratta infatti, come ho più volte sottolineato, di un vaccino preventivo nei confronti solo di quei quattro ceppi. Non protegge nei confronti dei rimanenti (più di un centinaio) di cui qualcuno responsabile del 30 per cento dei carcinomi del collo dell’utero, non dovuti ai più aggressivi e più diffusi ceppi 16 e 18.

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Il vaccino una volta effettuato dura per tutta la vita?

L’immunità conferita dura presumibilmente per tutta la vita: infatti non è prevista la necessità di vaccinazioni di richiamo. Tuttavia non abbiamo ancora studi di lungo termine superiori ai 5 anni.

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Sono mamma di un ragazzo adolescente. Dovrei vaccinare anche lui?

Il vaccino è rivolto alle donne perché è in loro che il virus causa carcinomi. A rigore, tuttavia, sarebbe saggio vaccinare anche i maschi: non tanto per il rischio di carcinomi (nei maschi il tumore al glande, o all’ano, causato da Papillomavirus è rarissimo) quanto perché ridurremmo così il numero di portatori in grado di infettare poi le donne (o altri uomini). Personalmente, se avessi un figlio maschio lo vaccinerei... per solidarietà verso le sue future compagne di una notte o della vita.

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Approfondimento - Quali controlli ginecologici deve fare una donna, dopo aver fatto il vaccino?

Gli stessi di prima! E’ importante che ogni donna sessualmente attiva:
- usi regolarmente il profilattico (il vaccino protegge da quattro tipi di Papillomavirus ma non da tutti gli altri ceppi), anche per proteggersi da tutte le altre malattie sessualmente trasmesse, oggi in netta crescita (Chlamydia, gonorrea, eccetera);
- faccia il controllo ginecologico annuale completo di pap-test;
- la periodicità del pap-test può essere superiore – ogni due o tre anni – se la donna ha sempre avuto rapporti protetti, se il pap test è normale, se il virapap, il test per le sequenze del papillomavirus, è negativo... e se ha fatto il vaccino;
- è inoltre bene consultare il ginecologo, indipendentemente dal controllo periodico, se la donna avverte dolori, bruciori o perdite di aspetto strano (scure, ematiche, verdastre, a ricotta);
- il rapporto di fiducia con il ginecologo curante è essenziale per la nostra salute!

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Parole chiave:
Malattie sessualmente trasmesse - Papillomavirus - Vaccino anti HPV

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.