Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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03/10/2012

Quando lui ha un problema sessuale, di chi è la colpa?


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Ho 37 anni. Da sei mesi ho una relazione con un coetaneo. Non siamo mai riusciti a far l’amore in modo decente perché lui ha un problema di erezione. Prima a mantenerla, e ora anche ad averla. Lui dice che è sempre andato benissimo, che è la prima volta che gli succede e che ci dev’essere qualcosa in me che lo blocca. Ha fatto gli esami e l’urologo dice che è “perfetto”! Io con tutti i partner precedenti non ho mai avuto problemi. Di chi è la colpa?”.
Giulia T. (Nervi)

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Cara Giulia, quando si arriva al «di chi è la colpa?» la coppia è in allarme rosso e lo spazio di recupero diventa sottile. L’atmosfera è avvelenata da rimproveri, aspettative deluse, tensioni, aggressività più o meno dirette. L’intimità diventa meno spontanea e sempre più dimostrativa del tipo, «vediamo se stavolta funziona» o «vediamo se ce la faccio». Smarriti il desiderio vero e quella bella eccitazione mentale e fisica che fa partire in quarta, resta una “genitalizzazione” del rapporto, sempre meno giocoso, più prevedibile e perfino noioso. Perché?
Può succedere di essere giovani, sani, in forma, avere risposte fisiche normali con altri partner, e trovarsi in difficoltà in una specifica relazione. Concentriamoci sul vostro caso: quando una donna può “precipitare” un problema d’erezione nel partner? Quando lo fa sentire richiesto o obbligato a “rendere”, quando prende l’iniziativa in un modo esigente e non invitante, quando fa confronti schiaccianti “con tutti i partner precedenti”, sul fronte delle dimensioni e/o della performance. Quando lo umilia perché non guadagna abbastanza, non fa abbastanza carriera o non è all’altezza dei suoi sogni. Oppure quando lui vive lei, peraltro serena e normale, come più capace, più affermata, più in carriera, con maggior successo. In questi casi l’uomo può essere fisicamente sano ma è così stressato, in ansia da prestazione e avvilito da avere un picco di adrenalina che provoca vasocostrizione e impedisce la tenuta dell’erezione.
E’ quindi il modo in cui l’uomo “vive” a livello emotivo la donna e il suo ruolo che può bruciare l’attrazione sana e attivare una situazione perdente di disfunzione e fallimento. In altri casi lei può essere tenera e dolce, ma avere un problema di vaginismo o di vestibolite severa, o una secchezza grave, che le provoca un intenso dolore al tentativo di penetrazione: lui, se è sensibile e innamorato, può avere allora una caduta di erezione per la paura o lo shock di farle male.
I fattori, cara Giulia, possono quindi essere molto diversi, anche se l’esito – l’erezione che non tiene – è lo stesso. Per superare il problema, se la coppia ci tiene davvero, è essenziale una adeguata valutazione medica e psicosessuale di entrambi. Oggi i farmaci per risolvere il problema erettivo ci sono, ma ci vuole anche il cuore.

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Prevenire e curare – Induttore e portatore del sintomo sessuale

E’ induttore (o induttrice) chi nella coppia – con il comportamento, l’atteggiamento, le parole o problemi fisici – fa letteralmente “precipitare” il problema sessuale nel/la partner.
E’ portatore chi, altrimenti sano, ha un sintomo sessuale manifesto e si rivolge al medico o al sessuologo per affrontalo.
E’ sempre essenziale capire quando, nella coppia, si instaurino dinamiche di questo tipo: affrontarle è più difficile, perché la terapia si sposta dal (spesso) più semplice terreno biologico al ben più complesso e insidioso terreno delle dinamiche interpersonali, dei vantaggi secondari e dei rapporti di potere…

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Parole chiave:
Disturbi dell'erezione / Disfunzione erettile - Rapporto di coppia

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.