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Profumo intimo femminile: un potente fattore di attrazione

Profumo intimo femminile: un potente fattore di attrazione
23/02/2022

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano

“Seguo da anni la sua rubrica, molto interessante. Ho una domanda che penso interessi molti uomini della mia età. Ho 60 anni, mia moglie 55. Buon matrimonio, sempre andati d’accordo. Ecco il problema. Comincio ad avere qualche problema di erezione. L’urologo mi ha trovato bene. Dice che è una questione mentale e mi ha dato un farmaco per l’erezione, «per togliermi l’ansia». Ma io non ho ansia. Solo che mia moglie, da quando è andata in menopausa, ha perduto il suo profumo: quello che di lei più mi piaceva e mi eccitava. Le chiedo: che cosa rende così attraente una donna dal punto di vista dell’odore? Che cosa lo fa perdere con la menopausa? E soprattutto, si può recuperarlo? Come? Grazie per la risposta”.
Giovanni G. (Treviso)
Ha ragione, gentile Giovanni. Il profumo intimo della donna amata è un potentissimo afrodisiaco, forse il più potente, perché agisce sulla parte più profonda e arcaica del cervello, il rinencefalo. Lì si trovano i neuroni che governano l’attrazione fisica, l’eccitazione e la riproduzione. Per molti uomini l’odore intimo è un immediato acceleratore del desiderio e dell’interesse sessuale, dell’eccitazione fisica rapida e intensa, e del gusto primario di penetrare. La ragione? Ognuno di noi, uomo o donna, ha la propria “carta d’identità” olfattiva, ossia un odore sessuale, unico ed esclusivo, che sboccia e si definisce alla pubertà, con la comparsa degli ormoni sessuali. Sono loro che inducono le ghiandole sebacee, soprattutto genitali e ascellari, a produrre sostanze specifiche, sessualmente attraenti, chiamate feromoni. Una sinfonia olfattiva, spesso subliminale, che, invisibile, ci colpisce e seduce profondamente, proprio nella parte più istintiva e vitale. Purtroppo, questa deliziosa sinfonia, che raggiunge i suoi vertici attrattivi durante l’ovulazione, si appanna progressivamente se perdiamo gli ormoni sessuali, dopo la menopausa.
I feromoni sono sostanze chimiche che condizionano i comportamenti istintivi all’interno di una stessa specie: non solo l’attrazione sessuale, ma anche l’avversione, la paura o il panico. Sono prodotti dalle ghiandole sebacee e sudoripare in base al codice genetico, che condiziona anche il sistema maggiore di istocompatibilità, ossia il sistema immunitario. A che cosa servono i feromoni? Semplice: l’attrazione olfattiva rivela che quell’uomo e quella donna hanno la massima “compatibilità procreativa”, ossia la probabilità di avere figli geneticamente sani (non necessariamente di essere buoni genitori!). Con l’esaurirsi della produzione di ormoni sessuali da parte delle ovaie, scompare non solo il ciclo mestruale (e arriva la menopausa), ma anche i feromoni. Molti uomini notano un appannarsi del desiderio verso la compagna in menopausa, e, spesso, anche un indebolirsi dell’eccitazione e dell’erezione. Che si riaccendono verso donne più giovani, non solo perché più attraenti visivamente ma anche, e a volte soprattutto, proprio dal punto di vista del profumo. Che è anche profumo di fertilità e di vita. M’intenda, non è istigazione a... sfarfallare: semplicemente descrivo. In concreto, per riaccendere il desiderio e la voglia fisica non bastano il Viagra e i suoi fratelli. Per gli uomini molto olfattivi è necessario ritrovare “quel” profumo perduto. Se anche la partner è motivata a stare meglio, dal punto di vista della salute fisica e sessuale, sarebbe opportuno considerare una terapia ormonale sostitutiva, in primis per i molti vantaggi che avrebbe per la donna, almeno a livello locale, genitale.
Per ritrovare “quel” profumo di donna, la terapia ormonale deve includere non solo estradiolo e progesterone, ma anche testosterone e deidroepiandrosterone (DHEA), a livello vulvare e vaginale. Questi due ormoni sono prodotti dalle ovaie e dai surreni. Nella donna a vent’anni abbiamo la massima produzione, a quaranta la metà, a sessanta un terzo. Anche per questo diventiamo sessualmente invisibili e olfattivamente neutre: ed ecco perché perdere quel profumo può essere fatale al desiderio di donne e uomini e all’intesa erotica della coppia dopo la menopausa. In più, senza estrogeni cambia il microbiota della vagina e della vulva. L’odore può diventare perfino sgradevole (nonostante un’ottima igiene). In positivo, con la giusta cura ormonale, almeno locale, la donna ha un netto miglioramento di tutti i sintomi menopausali genitali, vaginali, urinari e sessuali. E la coppia può ritrovare il profumo d’amore che aveva perduto. Auguri!

Prevenire e curare - Terapie ormonali: i vantaggi sessuali per lei

Gli ormoni sessuali – estrogeni, testosterone, o prasterone, con applicazione vulvare e vaginale, quindi solo genitale – aiutano a :
- ridare morbidezza e sensazione vellutata alla cute vulvare e alla mucosa vaginale;
- riequilibrare l’ecosistema vaginale e vulvare, migliorando l’odore e il gusto intimo;
- facilitare la lubrificazione;
- ritrovare il buon profumo erotico e seduttivo, dopo due-tre mesi di crema al testosterone.
Fiore all’occhiello: il testosterone in crema, da applicare sui genitali, aiuta i vasi sanguigni (“corpi cavernosi”) e le fibre nervose da cui dipendono l’eccitazione fisica e l’orgasmo della donna, che ritrova anche lei un’intensità dimenticata. Di più se la cura inizia subito dopo la menopausa. Una magnifica ventata di giovinezza per entrambi. Perché rinunciare?

Attrazione Desiderio DHEA (deidroepiandrosterone) Estrogeni Menopausa e premenopausa Microbiota intestinale Olfatto / Feromoni / Anosmia Prasterone Terapia ormonale sostitutiva Testosterone

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