Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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04/06/2014

Profumo di donna, così si conserva negli anni


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano


“Ho sentito una sua intervista alla radio in cui lei parlava di “profumo di donna” e ho avuto una folgorazione: ecco che cosa ha perso mia moglie da quando è andata in menopausa! Ecco perché mi sento meno attratto fisicamente, anche se lei è sempre molto curata! Ma l’odore genitale è diventato addirittura sgradevole! Io adoravo il suo profumo e non lo ritrovo più! E’ possibile fare qualcosa?”.
Antonio N. (Perugia)

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Certo che sì: le terapie ormonali sostitutive dopo la menopausa aiutano anche il profumo di donna. Se non ci sono controindicazioni, che deve valutare il ginecologo curante, è questa l’unica cura per ritrovare quello squisito e unico profumo. Dico unico perché ognuno di noi, uomo o donna che sia, ha la sua “carta d’identità olfattiva”. I feromoni, non solo sessuali, sono infatti prodotti dalle ghiandole sebacee in base al codice genetico, che condiziona anche il sistema maggiore di istocompatibilità, e ai livelli ormonali.
Per ritrovare quel profumo, la terapia ormonale deve includere non solo estradiolo e progesterone, ma anche testosterone e deidroepiandrosterone (DHEA). Questi due ormoni sono prodotti dalle ovaie e dai surreni, anche nella donna: a vent’anni abbiamo la massima produzione, a quaranta la metà, a sessanta un quarto. Anche per questo diventiamo sessualmente invisibili e olfattivamente neutre: e siccome “l’essenziale è invisibile agli occhi”, come diceva Antoine de Saint-Exupéry, ecco che perdere quel profumo può essere fatale al desiderio di molti uomini e all’intesa erotica di molte coppie dopo la menopausa. Non solo, senza estrogeni cambiano gli ecosistemi cutaneo e genitale. In vagina, scompaiono i lattobacilli (i nostri migliori amici), mentre aumentano germi minoritari, come l’Escherichia coli, responsabile di vaginiti e cistiti, e la Gardnerella vaginalis, responsabile di quel cattivo odore che tanto la infastidisce.
Lavarsi venti volte al giorno o usare profumi fantastici non serve: bisogna riequilibrare l’ecosistema vaginale rimettendo gli estrogeni in vagina. E con un po’ di pomata al testosterone il gioco è fatto. Ma ci vogliono almeno tre mesi di cura per sentire il cambiamento e sei per poter dire, come molti mariti di nuovo felici: «Grazie per avermi restituito la donna che amavo».

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Prevenire e curare – Estrogeni amici dei biofilm

I microrganismi che abitano la vagina vivono in forma di “biofilm”, ossia di film biologici. Si tratta di comunità batteriche strutturate come in una microcittà. Contengono milioni di germi, veri e propri consorzi di diverse comunità batteriche. In presenza di estrogeni, sono abitati soprattutto da lattobacilli, e diventano “biofilm amici” che proteggono la salute vaginale, lubrificano e contribuiscono al profumo di donna. Senza estrogeni sono abitati da germi aggressivi, che provocano vaginiti, cattivo odore, secrezioni, bruciore, dolore: si parla allora di “biofilm patogeni”.

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Parole chiave:
Biofilm patogeni - DHEA (deidroepiandrosterone) / DHEA-S (deidroepiandrosterone solfato) - Estrogeni / estradiolo / estriolo - Lattobacilli - Menopausa / Sintomi menopausali - Olfatto / Feromoni - Terapia ormonale sostitutiva - Testosterone

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.