Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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08/06/2015

La forza dell'onestà: non essere ricattabili


Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica
H. San Raffaele Resnati, Milano


«Signora Rossi, è lei? Sappia che suo marito ha un’amante fissa. E da anni va a prostitute. Ho tutte le prove. Perché non si sappia in giro, bisogna pagare. Il silenzio costa XX migliaia di euro…». «Scusi, perché chiama me? Il problema è di mio marito, non mio! Vuole riempire la città di manifesti? Faccia pure! Vuole comprare una pagina del giornale e pubblicare il suo nome, con nome e cognome di tutte le donne che frequenta? Faccia! Il problema, le ripeto, è solo di mio marito».
L’altro, basito, riattacca violento. Senza dubbio la signora ha una lucidità e una prontezza di spirito rari. Passa qualche giorno. «Signora Rossi, è lei? Sono Sofia, l’amante di suo marito. Senta, ho bisogno di soldi, anche per stare zitta…». «Buonasera, mi fa proprio piacere conoscerla! Lei ama mio marito? Sì? Lui la ama? E allora mettetevi insieme alla luce del sole! Siate felici e finita che sia! Anzi, guardi. Ho dei completini intimi deliziosi, nuovi naturalmente, ancora nella scatola. Date le circostanze, lei ben capisce che non me li metterò mai più. Ecco, glieli regalo! Dove glieli mando? Contenta?!».
Anche la sedicente amante Sofia riattacca secca. La concretissima signora si rivolge allora alle forze dell’ordine. Due tentativi di estorsione, per un marito fedifrago e disonesto, sono davvero troppo. Passa qualche giorno e “il pirla”, come ora lo chiama lei, sente odore di divorzio per colpa. Faccenda molto fastidiosa, a dir poco, perché la signora è un’imprenditrice, insieme al marito. E in azienda lei ha la quota di maggioranza. Poche sere dopo le telefonate fatali, lui arriva con un collier in regalo. «Guarda guarda, mai visto un regalo in trent’anni di matrimonio e adesso arrivi col collier?! Bello, proprio bello!», dice aprendo il raffinato pacchetto. Si ferma, lo guarda dritto negli occhi, riguarda lo splendido collier e lo fulmina chiedendogli: «Scusa tesoro, che cosa ti dovrei perdonare? Un’amante che dice di chiamarsi Sofia? O un plotone di prostitute?».
La storia non è isolata. La tendenza a ricattare, chiedendo denaro per tacere sulle evasioni illecite di mariti e compagni, sta crescendo. Qualcuno paga, qualcuno no. Le ritorsioni e le intimidazioni possono diventare pesantissime specie su coniugi o partner ignari. Con rischi anche per i figli, oltre che per la casa o le attività di lavoro. Telefonate simili scatenano uno stress violento, innanzitutto. La signora in questione ha avuto molto spirito, pur con un botto di adrenalina pazzesco. Molte altre si ritrovano con la vita devastata: per la paura di uscire, di essere aggredite, di essere spiate o derubate. Compaiono insonnia, ipertensione, tachicardie, depressione. Chi tradisce si mette in una spirale pericolosa. Ma mette anche la famiglia in un inferno: e questo è segno di irresponsabilità grave.
Le conseguenze funeste della disonestà valgono nell’amore, nell’amicizia, nel lavoro, nella politica, dove, purtroppo, il tradimento della fiducia è stato ormai derubricato a strategia. La persona onesta e corretta è oggi guardata come un sopravvissuto dell’epoca romantica, un soggetto di poco spirito, se non un perdente. Invece chi si comporta onestamente ha molti motivi per essere soddisfatto. E vincente sul lungo termine. Vive sereno e in pace con la propria coscienza (fondamentale, per chi ce l’ha). Non è ricattabile, e questo in un mondo che cerca denaro facile, dappertutto e in tutti i modi, è un notevolissimo (e non abbastanza apprezzato) motivo di vera forza, oltre che di soddisfazione. Chi è onesto ha l’orgoglio di sapere che tutto quello che ha conquistato nella vita è stato ottenuto con le proprie capacità, col proprio impegno, con la propria energia. Non è dipendente dall’umore, né dai ricatti degli altri. E’ davvero libero di agire, di scegliere, a viso aperto. Chi tradisce, come chi ruba, chi è disonesto, si mette nelle sabbie mobili della ricattabilità. La gestione eticamente disinvolta della propria vita, professionale, affettiva e sessuale, oggi così frequente, può presentare costi molto amari. Incluso, a volte, il disprezzo dei figli. E l’accoramento dei genitori, se sono ancora vivi. Perché non pensarci prima, se residua ancora un frammento di etica e di cuore? Perché diventare schiavi della ricattabilità? Meritare fiducia, comportandosi con onestà nella vita pubblica e privata: questo dà la misura del vero valore di una donna. E di un uomo.

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Parole chiave:
Etica e bioetica - Onestà - Riflessioni di vita - Tradimento

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© 2015 - Il Gazzettino

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.