Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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03/10/2016

Terapia ormonale sostitutiva e rischio di Alzheimer in menopausa: uno studio USA


Graziottin A.
Terapia ormonale sostitutiva e rischio di Alzheimer in menopausa: uno studio USA
"Science News" - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse

Commento a:
Kantarci K, Lowe VJ, Lesnick TG, Tosakulwong N, Bailey KR, Fields JA, Shuster LT, Zuk SM, Senjem ML, Mielke MM, Gleason C, Jack CR, Rocca WA, Miller VM.
Early postmenopausal transdermal 17β-estradiol therapy and amyloid-β deposition
J Alzheimers Dis. 2016 May 7;53(2):547-56. doi: 10.3233/JAD-160258

Accertare se la terapia ormonale sostitutiva modifichi il rischio di demenza di Alzheimer nei primi tre anni dalla menopausa: è questo l’obiettivo dello studio coordinato da Kejal Kantarci ed espressione dei dipartimenti di Neurologia, Radiologia, Scienze della salute, Psichiatria, Medicina interna, Tecnologie dell’informazione e Chirurgia della Mayo Clinic a Rochester (Minnesota), USA.
La ricerca, in particolare, ha investigato l’impatto della terapia ormonale sul deposito di beta-amiloide nel cervello.
Alla sperimentazione hanno partecipato 118 donne arruolate nel Kronos Early Estrogen Prevention Study, un trial clinico randomizzato, a doppio cieco, controllato contro placebo, e in menopausa da un lasso di tempo variabile dai 5 ai 36 mesi. Ad esse sono stati somministrati per quattro anni:
- 0.45 mg al giorno di estrogeni equini coniugati orali;
- 50 μg al giorno di 17β-estradiolo transdermico;
- pillole e cerotti placebo.
Ai due gruppi sottoposti a trattamento attivo è stato somministrato anche progesterone per bocca (200 mg al giorno) per 12 giorni al mese.
La PET è stata eseguita su 68 delle 118 partecipanti sette anni dopo l’inizio dello studio e tre anni dopo l’interruzione della cura. Questi, in sintesi, i risultati:
- le donne trattate con cerotto transdermico (n=21) avevano un più basso valore di PiB SUVR (un marker della beta-amiloide) rispetto a quelle trattate con placebo (n = 30), dopo correzione dei dati per l’età [OR (95% CI) = 0.31 (0.11-0.83)];
- anche le donne trattate con cerotto e portatrici del gene APOEɛ4 (n = 10) avevano un PiB SUVR inferiore sia rispetto a quelle trattate con placebo (n = 5) [OR (95% CI) = 0.04 (0.004-0.44)], sia rispetto a quelle trattate con estrogeni coniugati (n = 3) [OR (95% CI) = 0.01 (0.0006-0.23)] dopo correzione dei dati per l’età.
Questo studio pilota indica dunque come la terapia ormonale sostitutiva basata su 17β-estradiolo transdermico si associ a un minore deposito di beta-amiloide nel cervello, soprattutto nelle portatrici del gene APOEɛ4. Si tratta di un risultato molto importante per la prevenzione della demenza di Alzheimer nelle donne in menopausa, e che merita di essere confermato da studi condotti su campioni più ampi.

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