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Salute orale nella donna in menopausa: i disturbi prevalenti, gli ostacoli a cure personalizzate

14/05/2026

Salute orale nella donna in menopausa: i disturbi prevalenti, gli ostacoli a cure personalizzate
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Commento a:
Thomas N, Peters K, O’Reilly K, Sousa MS, George A.
Exploring perimenopausal and menopausal women’s oral health perceptions and practices in Australia – A qualitative study
Gerodontology. 2026 Jun;43(2):198-210. doi: 10.1111/ger.70039. Epub 2026 Jan 1. PMID: 41479259

Lo studio coordinato da Namitha Thomas, dell’Australian Centre for Integration of Oral Health (ACIOH) di Liverpool (New South Wales), si propone di esplorare le percezioni e le pratiche relative alla salute orale delle donne australiane in perimenopausa e menopausa, un ambito di ricerca sinora poco approfondito nel contesto nazionale. La transizione verso la menopausa, caratterizzata da una progressiva diminuzione dei livelli di estrogeni, può aumentare la vulnerabilità a diversi disturbi dentali e gengivali, influenzando significativamente la qualità della vita. Si stima che entro il 2030 circa 1,2 miliardi di donne a livello globale saranno in menopausa, rendendo cruciale l’identificazione di strategie preventive anche in questo settore.

Problematiche orali rilevate e impatto sulla vita quotidiana
Le interviste condotte su un campione di 17 donne di età compresa fra 43 e 59 anni (Box) hanno evidenziato una vasta gamma di sintomi clinici:
  • xerostomia (bocca secca): è il disturbo più frequente, spesso attribuito alla riduzione della produzione di saliva legata ai cambiamenti ormonali o all’uso di farmaci;
  • sensibilità e carie: molte partecipanti hanno riferito un aumento della sensibilità dentale e della comparsa di lesioni;
  • problemi gengivali e alitosi: infiammazioni gengivali e cambiamenti nell’alito sono ulteriori disturbi emergenti;
  • impatto psicologico e sociale: la cattiva salute orale influenza negativamente la salute emotiva, causando fluttuazioni dell’umore e una riduzione dell’autostima legata, per esempio, all’alitosi e alla perdita dei denti;
  • limitazioni nello stile di vita: i dolori dentali compromettono le abitudini alimentari e la possibilità di pranzare con amici e colleghi.

Consapevolezza e pratiche di igiene orale
Accanto all’adozione di buone abitudini quotidiane, persiste un importante gap di conoscenza:
  • attitudine positiva: le partecipanti riconoscono l’importanza della salute orale per il benessere generale del corpo;
  • abitudini di igiene: la maggioranza delle intervistate lava i denti due volte al giorno e utilizza filo interdentale o collutorio, sebbene non sempre con regolarità;
  • mancanza di correlazione: la maggior parte delle donne non era a conoscenza del legame diretto fra menopausa e peggioramento della salute orale, attribuendo i sintomi principalmente all’invecchiamento;
  • approccio reattivo: mentre molte donne effettuano controlli semestrali, alcune si rivolgono al dentista solo in presenza di un problema conclamato.

Barriere all’accesso alle cure dentali
In Australia l’accesso ai servizi odontoiatrici è ostacolato da diversi fattori personali e sistemici:
  • costi elevati: il costo delle visite odontoiatriche private è percepito come una barriera significativa, specialmente per le donne vicine al pensionamento o con redditi modesti;
  • inaccessibilità del sistema pubblico: i servizi dentali pubblici sono caratterizzati da lunghe liste d’attesa e difficoltà logistiche legate alle distanze in gioco;
  • informazione inadeguata: spesso i medici di medicina generale e i dentisti stessi non informano le pazienti sui rischi specifici legati alla menopausa;
  • priorità concorrenti: altri problemi di salute, o la necessità di assistere un congiunto, inducono talvolta a trascurare la cura dei denti;
  • ansia e supporto limitato: le difficoltà di accesso sono aggravate da esperienze infantili traumatiche e dalla percezione che i dentisti non siano preparati a discutere di menopausa.

Strategie di supporto e collaborazione interprofessionale
Le donne hanno suggerito diverse soluzioni per migliorare la situazione:
  • campagne di sensibilizzazione: educazione precoce (dai 35 anni in avanti) sull’impatto della perimenopausa e risorse informative negli studi medici (per esempio, in forma di opuscoli);
  • servizi agevolati: richiesta di cure dentali garantite dal settore pubblico o da centri odontoiatrici specializzati sulla menopausa;
  • integrazione delle cure: collaborazione fra dentisti e operatori non odontoiatri (medici di base, infermieri, ginecologi) per una gestione multifattoriale delle pazienti;
  • ruolo degli infermieri: le infermiere sono viste come figure accessibili e fidate per ricevere consigli pratici e screening iniziali;
  • screening preventivo: l’uso di strumenti semplici, come l’Oral Health Assessment Tool (OHAT), da parte di personale non dentistico potrebbe facilitare l’identificazione precoce di problemi come la gengivite o la parodontite.
In sintesi, è necessaria una strategia multidisciplinare e centrata sulla paziente, che integri lo screening proattivo e la guida preventiva per mitigare l’impatto delle malattie dentali durante la transizione menopausale.

Una precisazione metodologica

La significatività di uno studio qualitativo su un campione estremamente limitato (in questo caso n=17) non risiede ovviamente nella rappresentatività statistica, ma nella profondità e nella qualità dei dati raccolti.
Ecco i motivi principali per cui questo studio mantiene, secondo gli autori, una sua validità metodologica:
  • esplorazione delle esperienze vissute: lo studio adotta un disegno esplorativo qualitativo. L’obiettivo non è generalizzare i dati alla popolazione, ma ottenere approfondimenti dettagliati (deeper insights) sulle esperienze di vita delle partecipanti in un ambito ancora poco studiato;
  • raggiungimento della “sufficienza dei dati” (data sufficiency): i ricercatori hanno interrotto le interviste quando hanno ritenuto di aver raggiunto la sufficienza dei dati. Questo significa che il materiale raccolto era qualitativamente abbastanza ricco da rispondere agli obiettivi della ricerca e fornire spunti significativi, rendendo superfluo l’inserimento di ulteriori partecipanti;
  • strategia di campionamento a massima variazione: per garantire che le 17 voci fossero il più possibile eterogenee, si sono incluse donne di età diversa (dai 43 ai 59 anni), in differenti fasi biologiche (perimenopausa e menopausa) e residenti in diversi Stati australiani;
  • rigore scientifico e affidabilità: la validità della ricerca è garantita da procedure rigorose, come sessioni di debriefing tra i ricercatori per ridurre i bias di valutazione e l’analisi dei trascritti effettuata da più persone per assicurarne l’affidabilità;
  • valore di “roadmap” per il futuro: lo studio viene considerato utile poiché fornisce una base per future indagini più estese.

Parole chiave:
Menopausa e perimenopausa Salute orale

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