Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
Condividi su
17/10/2016

L’obesità aumenta il rischio ostetrico e neonatale: uno studio statunitense


Graziottin A.
L’obesità aumenta il rischio ostetrico e neonatale: uno studio statunitense
"Science News" - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse

Commento a:
Kim SS, Zhu Y, Grantz KL, Hinkle SN, Chen Z, Wallace ME, Smarr MM, Epps NM, Mendola P.
Obstetric and neonatal risks among obese women without chronic disease
Obstet Gynecol. 2016 Jul;128(1):104-12. doi: 10.1097/AOG.0000000000001465

Accertare se l’obesità non associata a patologie croniche sia correlata a eventi gestazionali avversi: è questo l’obiettivo della ricerca condotta da S.S. Kim e collaboratori, dello Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development di Rockville, Maryland (USA).
L’analisi è stata condotta su 112.309 gravidanze singole dello studio “Consortium on Safe Labor”. Il rischio relativo è stato valutato in funzione dell’età, dell’etnia, della parità, del tipo di assistenza assicurativa, del fumo e del consumo di alcol durante la gestazione.
Questi, in sintesi, i risultati:
- l’obesità aumenta il rischio ostetrico generale, e in particolare il rischio di disturbi ipertensivi, diabete gestazionale e parto cesareo;
- per esempio, l’incidenza del diabete gestazionale fra le donne obese di classe III è del 14.6%, contro il 2.8% delle donne con un indice di massa corporea normale;
- più in dettaglio, in confronto alle donne normopeso il rischio relativo di diabete gestazionale (95% CI) è pari a 1.99 (1.86-2.13), 2.94 (2.73-3.18), 3.97 (3.61-4.36) e 5.47 (4.96-6.04) rispettivamente per le donne sovrappeso e per le donne obese di classe I, II e III;
- con l’indice di massa corporea materno aumentano anche i pericoli neonatali, fra cui il rischio di: parto prematuro prima della trentaduesima settimana; peso, lunghezza e circonferenza cranica superiori al novantesimo percentile per l’età gestazionale (Large for Gestational Age, LGA); tachipnea transitoria; sepsi; necessità di ricovero in unità di terapia intensiva;
- la percentuale di neonati LGA aumenta dal 7.9% fra le donne normopeso al 17.3% fra le obese di classe III, e il rischio relativo è pari a 1.52 (1.45-1.58), 1.74 (1.65-1.83), 1.93 (1.79-2.07) e 2.32 (2.14-2.52) rispettivamente per le donne sovrappeso e per le donne obese di classe I, II e III. Questo si traduce, fra l’altro, in un maggior rischio di lacerazioni perineali al momento del parto.
I dati dello studio confermano una volta di più come la gravidanza vada affrontata con un peso nella norma e come sia quindi necessario seguire stili di vita corretti – alimentazione adeguata, movimento fisico regolare, niente alcol e fumo – prima del concepimento.

top



FAIR USE: Il contenuto di questo lavoro è a libera disposizione per il download, la stampa e la lettura a titolo strettamente personale e senza scopo di lucro. Ogni citazione per finalità didattiche e/o scientifiche dovrà riportare il titolo del documento, il nome dell'autore (o degli autori), i dati del libro o della rivista da cui il lavoro è tratto, e l'indirizzo del sito (www.alessandragraziottin.it).

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.