Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
Condividi su
31/05/2015

I medici chiedono ai pazienti se fumano? I risultati di un’indagine canadese


Graziottin A.
I medici chiedono ai pazienti se fumano? I risultati di un’indagine canadese
"Science News" - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse

Commento a:
Greiver M, Aliarzadeh B, Meaney C, Moineddin R, Southgate CA, Barber DT, White DG, Martin KB, Ikhtiar T, Williamson T.
Are we asking patients if they smoke? Missing information on tobacco use in Canadian electronic medical records
Am J Prev Med. 2015 May 18. pii: S0749-3797(15)00025-2. doi: 10.1016/j.amepre.2015.01.005. [Epub ahead of print]

Accertare se i medici di famiglia canadesi si informino con regolarità sulle abitudini di fumo dei loro pazienti adolescenti e adulti: è questo l’obiettivo della ricerca di M. Greiver e collaboratori, del Department of Family and Community Medicine presso l’Università di Toronto.
Gli Autori partono da un assunto fondamentale: in sede di prima consultazione clinica, a tutti i pazienti andrebbe chiesto se fumano e a tutti andrebbero presentati in modo documentato e convincente i danni del tabacco. Ma la realtà è ancora lontana da questo quadro ideale, anche in un Paese avanzato come il Canada.
Lo studio ha coinvolto 249.223 pazienti che, al 30 settembre 2013, erano di età pari o superiore ai 16 anni e che, nei due anni precedenti, erano stati visitati almeno una volta dal loro medico di famiglia [at least one primary care encounter in the previous 2 years].
Questi i risultati:
- solo il 64.4% dei pazienti ha dato e ricevuto informazioni sul tabacco e sui danni da fumo;
- i medici che adoperano un database elettronico dei loro pazienti da almeno 4 anni hanno una maggiore probabilità di avere dati attendibili sull’argomento (AOR=4.57, 95% CI=1.84, 7.29, p<0.0001);
- i pazienti che hanno una maggiore probabilità di dare e ricevere informazioni esaustive sono quelli di età compresa fra i 30 e i 59 anni (AOR=2.92, 95% CI=2.82, 3.02, p<0.0001), quelli affetti da una o più patologie correlate al fumo (AOR=1.41, 95% CI=1.36, 1.45, p<0.0001) e quelli che sono stati più frequentemente visitati nel periodo preso in considerazione;
- paradossalmente, quindi, sono proprio le persone più giovani, di età inferiore ai 30 anni, e quelle ancora sane, a non dare e ricevere informazioni utili sul fumo;
- si rende quindi necessario, da parte dei medici, uno sforzo maggiore per raccogliere e dare informazioni sul fumo, in un’ottica di prevenzione primaria, soprattutto nei confronti degli adolescenti.

top



FAIR USE: Il contenuto di questo lavoro è a libera disposizione per il download, la stampa e la lettura a titolo strettamente personale e senza scopo di lucro. Ogni citazione per finalità didattiche e/o scientifiche dovrà riportare il titolo del documento, il nome dell'autore (o degli autori), i dati del libro o della rivista da cui il lavoro è tratto, e l'indirizzo del sito (www.alessandragraziottin.it).

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico.