Korovljev D, Ostojic J, Panic J, Ranisavljev M, Todorovic N, Nedeljkovic D, Kuzmanovic J, Vranes M, Stajer V, Ostojic SM.
The effects of 8-week creatine hydrochloride and creatine ethyl ester supplementation on cognition, clinical outcomes, and brain creatine levels in perimenopausal and menopausal women (Concret-Menopa): a randomized controlled trial
J Am Nutr Assoc. 2026 Mar-Apr;45(3):199-210. doi: 10.1080/27697061.2025.2551184. Epub 2025 Aug 25. PMID: 40854087
Valutare il potenziale di formulazioni di creatina a basso dosaggio con solubilità migliorata come intervento mirato per la cura delle alterazioni neurocognitive e metaboliche correlate alla menopausa: è questo l’obiettivo del trial randomizzato controllato in doppio cieco di Darinka Korovljev e collaboratori, dell’Università di Novi Sad (Serbia).
La creatina è un derivato amminoacidico che può essere sintetizzato dal fegato a partire da arginina, S-adenosil metionina e glicina, ed è utilizzato nei muscoli dei mammiferi per rigenerare adenosina trifosfato (ATP) durante i primi secondi della contrazione muscolare. La ATP è a propria volta una molecola organica fondamentale che funge da “moneta energetica” universale per le cellule umane.
Lo studio, in particolare, ha valutato gli effetti di un’integrazione di 8 settimane con dosi variabili di creatina cloridrato, somministrata da sola o in combinazione con creatina etil estere, sulla funzione cognitiva, sulle concentrazioni di creatina cerebrale e sui marcatori biochimici in donne in perimenopausa e postmenopausa.
Un totale di 36 donne apparentemente sane in perimenopausa e menopausa (età media 50,1 ± 5,7 anni) sono state assegnate casualmente a uno di questi quattro gruppi:
- creatina cloridrato a basso dosaggio (750 mg/giorno);
- creatina cloridrato a dosaggio medio (1.500 mg/giorno);
- creatina cloridrato più creatina etil estere (800 mg/giorno);
- placebo.
L’integrazione con creatina cloridrato a dosaggio medio si è dimostrata superiore al placebo nel migliorare il tempo di reazione (1,2% vs 6,6%; p < 0,01), nell’aumentare i livelli di creatina nella corteccia prefrontale (0,9% vs 16,4%; p < 0,01) e nel modulare favorevolmente il profilo lipidico sierico (p < 0,05).
Inoltre, la creatina cloridrato a dosaggio medio ha dimostrato un potenziale vantaggio rispetto ad altri trattamenti nel ridurre la gravità degli sbalzi d'umore (p = 0,06).
Tutti gli interventi sono stati ben tollerati, senza effetti avversi gravi.
I risultati suggeriscono che questo protocollo di integrazione potrebbe rappresentare una strategia dietetica promettente, sicura, efficace e pratica per migliorare gli esiti clinici e aumentare le concentrazioni di creatina cerebrale nelle donne in perimenopausa e menopausa.