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Farmacocinetica del testosterone transdermico in menopausa. Uno studio australiano

19/10/2014

Farmacocinetica del testosterone transdermico in menopausa. Uno studio australiano
"Science News" - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse
Commento a:
Fooladi E, Reuter SE, Bell RJ, Robinson PJ, Davis SR.
Pharmacokinetics of a transdermal testosterone cream in healthy postmenopausal women
Menopause. 2014 May 19. [Epub ahead of print]

Valutare la farmacocinetica di due differenti dosi di testosterone in crema transdermica applicate per 21 giorni a donne in menopausa: è questo l’obiettivo della studio cross-over a due vie di E. Fooladi e collaboratori, del Women’s Health Research Program presso la School of Public Health and Preventive Medicine della Monash University di Melbourne, Australia.
La ricerca è stata condotta per sei settimane. Sette donne sane, in menopausa (età media: 59.3 anni), hanno ricevuto a caso una dose di 5 o 10 milligrammi di testosterone in crema transdermica, applicata ogni giorno sul braccio. Gli effetti sono stati misurati in termini di:
- testosterone totale;
- testosterone libero;
- globuline leganti gli ormoni sessuali (Sex Hormone-Binding Globulin, SHBG);
- concentrazioni dei metaboliti.
Le SHBG sono glicoproteine che legano il testosterone e l’estradiolo (altri ormoni steroidei come il progesterone e il cortisolo, e altri ormoni corticosteroidi, sono legati dalla transcortina).
Grazie ai parametri farmacocinetici studiati è risultato che :
- dopo l’applicazione sulla cute del braccio della dose di 5 mg di crema al giorno per 21 giorni, i livelli plasmatici medi di testosterone sono sovrapponibili a quelli di donne sane in premenopausa; il valore mediano relativo al testosterone totale è pari a 0.54 ng/mL (0.43-1.31), mentre il valore mediano relativo al testosterone libero è pari a 4.14 pg/mL (2.41-9.72);
- raddoppiando la dose, si ottiene un aumento del 30% rispetto al valore corretto di partenza relativo al testosterone totale (0.52 vs 0.69 ng/mL per 5 e 10 mg, rispettivamente), e un aumento del 31% rispetto al valore corretto di partenza relativo al testosterone libero (4.75 vs 6.24 pg/mL per 5 e 10 mg, rispettivamente);
- nessuna delle due dosi produce variazioni significative nel diidrotestosterone (DHT), nell’estrone, nell’estradiolo e nelle globuline leganti gli ormoni sessuali durante il periodo di misurazione successivo alla somministrazione delle dosi
In conclusione, una dose di 5 milligrammi di testosterone in crema transdermica è sufficiente a ristabilire i livelli di testosterone totale e libero nelle donne in menopausa.
Il testosterone è presente anche nella donna: la quantità presente nel sangue è circa un decimo di quella maschile.
Il testosterone è prodotto dall’ovaio e dal tessuto adiposo. Quello ovarico raggiunge il picco intorno ai 18 anni, si riduce poi progressivamente. A 50 anni la donna ha perso circa il 50% del testosterone se in menopausa naturale, l’80% se in menopausa chirurgica (da asportazione delle ovaie), chemioterapica o radioterapica.
Il testosterone svolge azioni fondamentali anche nella donna, in quanto agisce:
- sul cervello, aumentando energia fisica e mentale, voglia di fare, assertività, estroversione, desiderio sessuale, responsività sessuale, intensità del piacere fisico e sessuale; rallenta inoltre la perdita di neuroni, riducendo la vulnerabilità a depressione, Alzheimer e Parkinson; se in quantità eccessiva (superiore ai livelli fisiologici per l’età e il sesso), può aumentare aggressività e impulsività;
- sui connettivi, muscoli in particolare, mantenendo una sintesi ottimale di proteine contrattili e una buona risposta agli stimoli motori, ottimizzando l’effetto di una regolare attività fisica. Dopo la menopausa contrasta così la perdita di massa, tono e performance muscolare (“sarcopenia”, dovuta all’età e alla perdita degli ormoni sessuali); in sinergia con gli estrogeni, contrasta anche la tendenza alla perdita di osso, riducendo la vulnerabilità a osteopenia e osteoporosi;
- sui genitali, mantenendo un migliore stato di nutrizione dei tessuti (“trofismo”) e in particolare dei corpi cavernosi del clitoride e bulbo-cavernosi: questo mantiene genitali più giovani, con migliore risposta di eccitazione, maggiore intensità di piacere orgasmico, contrastando l’invecchiamento anatomico e genitale tessutale;
- sulle secrezioni delle ghiandole sebacee e sudoripare, contribuendo a mantenere il “profumo di donna” tipico dell’età fertile, molto attraente;
- sulla competenza immunitaria, riducendo la vulnerabilità a malattie infiammatorie e autoimmuni e rallentandone la progressione. Un aspetto purtroppo poco considerato in medicina;
- sul dolore, grazie all’effetto antinfiammatorio periferico, con ridotta degranulazione dei mastociti, cellule che mediano l’infiammazione e il dolore, e centrale, sul cervello.
Per tutte queste ragioni, l’individuazione di una dose di testosterone bioidentico adeguata a ripristinare le dosi fisiologiche può costituire la base di partenza per riconsiderare l’utilità terapeutica del testosterone in post menopausa, e non solo per la sessualità. Il dato è a maggior ragione promettente, in quanto a questi dosaggi non aumentano né il diidrotestosterone (DHT), né l’estrone, né l’estradiolo e nemmeno le globuline leganti gli ormoni sessuali.
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