Alessandra GraziottinAlessandra Graziottin
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13/05/2018

Disturbo post-traumatico da stress post partum e allattamento: correlazioni


Graziottin A.
Disturbo post-traumatico da stress post partum e allattamento: correlazioni
"Science News" - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse

Commento a:
Garthus-Niegel S, Horsch A, Ayers S, Junge-Hoffmeister J, Weidner K, Eberhard-Gran M.
The influence of postpartum PTSD on breastfeeding: a longitudinal population-based study
Birth. 2017 Dec 18. doi: 10.1111/birt.12328. [Epub ahead of print]

Valutare l’impatto del disturbo post-traumatico da stress post partum sull’allattamento materno e sul rapporto mamma-bambino: è questo l’obiettivo dello studio coordinato da S. Garthus-Niegel ed espressione della Facoltà di Medicina dell’Università di Dresda, Germania, del Norwegian Institute of Public Health di Oslo, Norvegia, dell’Università di Losanna, Svizzera, della School of Health Sciences di Londra, Regno Unito, dell’Akershus University Hospital di Lørenskog e dell’Università di Oslo, Norvegia.
L’esperienza del parto è considerata una condizione potenzialmente traumatica sia quando è associata a eventi oggettivamente traumatici, come la difficoltà e la lunghezza del parto, e le complicanze connesse allo stato di salute della madre e del bambino, sia quando è attraversata da una forte carica di stress emotivo, dal timore del dolore fisico e da preoccupazioni di varia natura per il nascituro.
Nella maggior parte dei Paesi occidentali, l’allattamento è meno frequente e meno lungo di quanto raccomandato dalla World Health Organization. La depressione puerperale è stata messa chiaramente in relazione con questo dato, mentre poco si sa del ruolo del disturbo post-traumatico da stress post partum.
Lo studio di Garthus-Niegel e collaboratori esamina in quale misura questo disturbo influisce sull’inizio dell’allattamento, sull’allattamento esclusivo nei primi 6 mesi dal parto, e sulla prosecuzione dell’allattamento sino a uno e due anni di vita del bambino.
Complessivamente sono state studiate 1480 donne. Questi, in sintesi, i risultati:
- benché la maggior parte delle neomamme (97.1%) abbia iniziato ad allattare, poche hanno seguito le linee guida della WHO sull’allattamento esclusivo nei primi sei mesi dalla nascita (13.4%) e sulla continuazione dell’allattamento nel primo e nel secondo anno di vita (rispettivamente 37.7% e 4.2%);
- il disturbo post-traumatico da stress post partum si associa in misura oltremodo significativa al mancato inizio dell’allattamento (OR corretto 5.98, 95% CI 1.79-19.97);
- il disturbo è anche associato al mancato proseguimento dell’allattamento sino al termine del primo anno di vita (ma quest’ultima correlazione viene meno correggendo i dati per alcuni rilevanti fattori confondenti).
In conclusione, identificare precocemente e curare le donne che corrono il rischio di non allattare è di cruciale importanza per prevenire effetti negativi sullo sviluppo psico-fisico del bambino e sulla relazione mamma-bambino.

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