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Covid-19: perché gli uomini muoiono più delle donne

21/06/2020

Covid-19: perché gli uomini muoiono più delle donne
“Science News” - Segnalazioni e commenti on line su articoli scientifici di particolare interesse
Commento a:
Catherine Gebhard, Vera Regitz-Zagrosek, Hannelore K. Neuhauser, Rosemary Morgan, Sabra L. Klein
Impact of sex and gender on COVID-19 outcomes in Europe
Biol Sex Differ. 2020 May 25;11(1):29. doi: 10.1186/s13293-020-00304-9

Spiegare perché il tasso di letalità da Covid-19 sia maggiore fra gli uomini rispetto alle donne: è questo l’obiettivo della review coordinata da Catherine Gebhard, ed espressione dell’Università di Zurigo, dell’Università di Vienna, dell’Università di Berlino, del German Centre for Cardiovascular Research (Berlino), del Robert Koch Institute (Berlino), e della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health a Baltimora, Stati Uniti.
I dati provenienti dalla Cina indicano che il Covid-19 ha un tasso di letalità del 2,8 per cento fra gli uomini e dell’1,7 fra le donne. Ricordiamo che il tasso di letalità esprime la percentuale di morti tra le persone infette, mentre il tasso di mortalità indica la percentuale di decessi rispetto alla popolazione generale. Anche in diversi Paesi europei, a parità di contagi, si è registrata una più elevata letalità fra i maschi, soprattutto se di età avanzata e con pregresse patologie cardiovascolari. Il motivo per cui le donne resistano meglio all’azione del virus non è del tutto chiaro, ma le differenze di genere che stanno emergendo potrebbero contribuire allo sviluppo di strategie preventive e di terapie più mirate, e quindi più efficaci.
La review riepiloga quanto sappiamo attualmente dal punto di vista clinico ed epidemiologico.
Oltre all’età e alle complessive condizioni di salute, sembra emergere un diverso profilo di vulnerabilità legato al quadro ormonale. Il testosterone deprime l’azione dell’asse ACE2 (Angiotensin Converting Enzyme 2) del sistema renina-angiotensina che, contrastando l’ipertensione e l’infiammazione, protegge cuore e polmoni dall’attacco del coronavirus; al contrario, gli estrogeni favoriscono l’ACE2.
Il differente profilo ormonale, inoltre, influenza in generale le risposte immunitarie innate e acquisite, oltre all’immunosenescenza, ossia il progressivo deterioramento del sistema immunitario con l’età.
Infine, sembrano giocare un ruolo decisivo gli stili di vita, fumo in primis, l’esposizione allo stress e le condizioni socio-economiche.
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